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direttore Paolo Pagliaro

SE LO SCHIAFFO A TRUMP
FA SPERARE L’UCRAINA

SE LO SCHIAFFO A TRUMP <BR> FA SPERARE L’UCRAINA

L'avvicinarsi del quarto anniversario dell'invasione su vasta scala dell’Ucraina — un traguardo che proietta il conflitto in una dimensione di resistenza strutturale — coincide con una delle fasi più critiche e dinamiche sul terreno. Le ultime notizie dal fronte descrivono un’attività bellica frenetica: nelle scorse ore, le unità d'assalto ucraine sono riuscite a riconquistare posizioni strategiche nel settore di Zaporizhia, un segnale di resilienza che arriva proprio mentre Mosca intensifica i raid missilistici contro le infrastrutture civili per fiaccare il morale della popolazione in vista della ricorrenza del 24 febbraio. Questa fiammata di violenza sul campo si intreccia con una metamorfosi profonda della diplomazia internazionale. Lo "schiaffo" parlamentare subito da Donald Trump alla Camera, con il blocco dei dazi al Canada grazie al voto di sei repubblicani dissidenti, viene letto a Kiev come un segnale di speranza. La dimostrazione che il Congresso americano può ancora agire come contrappeso alle decisioni unilaterali della Casa Bianca suggerisce che il sostegno militare all'Ucraina potrebbe non essere smantellato con la rapidità temuta dal Cremlino. Tuttavia, la consapevolezza della precarietà degli umori a Washington ha spinto l'Europa e l'Ucraina a siglare un'alleanza industriale senza precedenti.

Il perno di questa nuova strategia è il superamento della semplice assistenza militare a favore di una integrazione della difesa. Per la prima volta, i volumi degli aiuti europei hanno superato quelli statunitensi, ma la vera svolta risiede nei contratti di co-produzione. Aziende tedesche e britanniche hanno avviato la fabbricazione di droni d'attacco e sistemi di guerra elettronica direttamente in territorio ucraino. L'obiettivo è garantire che Kiev possieda la capacità tecnologica di colpire le infrastrutture militari russe in modo autonomo, eliminando la dipendenza dai veti politici transatlantici sulle armi a lungo raggio. Sul piano interno, la leadership ucraina sta gestendo una pressione crescente riguardo a possibili negoziati di pace mediati dagli Stati Uniti. La posizione ufficiale resta ferma: non si potranno tenere elezioni o referendum finché non sarà garantito un cessate il fuoco duraturo supportato da reali garanzie di sicurezza internazionale. Questo quarto anniversario non viene dunque vissuto come un momento di resa, ma come il consolidamento di una "resistenza tecnologica" dove i droni e l'intelligenza artificiale sopperiscono alla carenza di munizioni tradizionali. Mentre Mosca esita di fronte alle proposte di mediazione americane, cercando di guadagnare terreno prima di un eventuale congelamento del fronte, l'Ucraina si presenta a questo appuntamento simbolico con una struttura di difesa rinnovata. La lezione che arriva dal voto sui dazi al Canada è che le coalizioni trasversali sono ancora possibili; la sfida per il quarto anno di guerra sarà trasformare questa tenuta politica in una superiorità industriale capace di proteggere la sicurezza del continente, indipendentemente dalle oscillazioni elettorali oltreoceano. (12 FEB - deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)