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Cpr, Scarpa (Pd): Con nuovo ddl meno trasparenza, e intanto dentro si muore

Roma, 12 feb - “Con l’articolo 17 del nuovo disegno di legge sull’immigrazione si prevede una vera e propria limitazione di una prerogativa parlamentare, quella delle visite ai Cpr. E quello che succede poi è che qualcuno a 25 anni muore di arresto cardiaco e non si riesce neanche a sapere il suo nome”. Lo afferma Rachele Scarpa, deputata del Partito democratico, commentando le novità contenute nel provvedimento varato dal governo nella stessa giornata in cui nel Crp di Palese, a Bari, si registra la morte di un detenuto di 25 anni. “La norma contenuta nel ddl dice che i parlamentari potranno entrare nei Cpr solo limitatamente ai colloqui con gli stranieri. Questo significa non poter più vedere i luoghi dove queste persone vengono trattenute, che spesso sono in condizioni indegne, e non poter più avere accesso alla documentazione”. Secondo Scarpa, verrebbero così meno strumenti di controllo su aspetti sensibili come “le bolle dei farmaci, in posti in cui sappiamo che è più che frequente l’abuso di psicofarmaci e pratiche problematiche e illecite nella somministrazione di quelle che loro chiamano terapie, ma che sono vere e proprie sedazioni collettive di psicofarmaci dati in quantità esagerate”.La deputata dem collega il tema anche alla vicenda del giovane avvenuta nelle scorse ore: “È stato emblematico: la notizia l’abbiamo dovuta far uscire noi parlamentari di opposizione. Io e la collega europarlamentare Cecilia Strada abbiamo fatto una nota perché altrimenti probabilmente di questa morte non avrebbe saputo niente nessuno”. Per Scarpa, il rischio è che il nuovo impianto normativo riduca ulteriormente il livello di trasparenza: “Questo la dice lunga su quello che sarà il livello di trasparenza di questi posti, in Italia e in Albania, quando questo Ddl diventerà legge dello Stato. Continueranno a succedere cose terrificanti e noi semplicemente non ne avremmo idea. Questo non lo rende meno sbagliato”.
(PO / Sis)

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