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Sicurezza, Paita: da governo proliferazione reati ma nulla per certezza pena

Roma, 12 feb -“Chi ha ucciso Alessandro era stato fermato sette volte, il reo confesso di Aurora aveva comunque dei precedenti: questo è un governo che aveva promesso di garantire la sicurezza nelle nostre città e non lo sta facendo, le persone che hanno addirittura avuto dei precedenti, con reati gravi alle spalle, sono a piedi libero nel nostro Paese e questo è inaccettabile, da parte di chi aveva raccontato che avrebbe reso più sicuro il Paese”. Così Raffaella Paita, capogruppo Italia Viva al Senato, che durante il question time ha interrogato il ministro della Giustizia Carlo Nordio sul tema della certezza della mena, menzionando i recenti casi di cronaca di Aurora Livoli, la diciannovenne uccisa a Milano e Alessandro Ambrosio, il capotreno di 34 anni ucciso in stazione a Bologna. “Continuano ad esserci – aggiunge Paita - centinaia di poliziotti destinati a non fare nulla in Albania per decisione di questo governo: abbiamo raccontato la verità, c'è un Paese insicuro, un Paese che anche di recente ha avuto dei casi gravissimi come quelli del ragazzo che è stato ucciso nella scuola della Spezia. E il governo, anziché garantire la certezza della pena, continua a far proliferare i reati, 50 reati per 400 anni di reclusione senza ottenere nulla sul piano della sicurezza vera dei cittadini, delle persone anziane, degli studenti, di chi avrebbe bisogno invece di un governo capace di rimandare a casa chi commette reati nel nostro Paese e di far stare in prigione chi commette reati e invece ora è a piede libero, continuando a commetterli liberamente anche nei confronti di ragazzine”. (po / Roc)

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