Franco Nero è stato appena premiato (alle 21:00 ora italiana di giovedì 12 febbario) a Los Angeles dalla Camera di Commercio di Hollywood con la stella sulla Hollywood Walk of Fame nella categoria Motion Pictures. Il conferimento della stella si è tenuto in occasione della undicesima edizione del Filming Italy - Los Angeles, fondato e diretto da Tiziana Rocca. Un traguardo particolarmente importante per il Filming Italy, che è riuscito così ad ottenere la terza stella dedicata ad un artista italiano, dopo il conferimento della stessa a Gina Lollobrigida nel 2018, in occasione del suo novantesimo compleanno, e a Giancarlo Giannini nel 2023. Franco Nero ha dichiarato: “Ricevere la stella sulla Walk of Fame è un onore immenso che accolgo con profonda gratitudine ed emozione. Questo riconoscimento è un traguardo personale, ma è anche un tributo a tutti i registi, attori, tecnici e collaboratori con cui ho avuto il privilegio di lavorare nel corso della mia carriera. Ho sempre creduto nella forza universale del cinema, capace di unire culture e generazioni diverse. Sapere che il mio percorso artistico abbia lasciato un segno così importante mi riempie di orgoglio e mi spinge a guardare al futuro con la stessa passione e determinazione di sempre. Ringrazio l’Italia, il Ministero della Cultura e la Senatrice Lucia Borgonzoni per il supporto che mi hanno riservato, e naturalmente Tiziana Rocca direttrice del Filming Italy Los Angeles che si è fatta promotrice di questa onorificenza. Dedico questa stella alla mia famiglia, che mi è sempre stata accanto, e al pubblico di tutto il mondo che ha seguito e sostenuto il mio lavoro con affetto e fedeltà. Senza di loro, nulla di tutto questo sarebbe stato possibile”. Il regista Julian Schnabel ha aggiunto: “È stato un grande piacere lavorare con il mio caro amico, il grande attore e filantropo Franco Nero, ed è stato un grande onore partecipare alla cerimonia di inaugurazione della sua stella sulla Walk of Fame, un riconoscimento più che meritato!”. Icona indiscussa del cinema italiano e internazionale, Franco Nero vanta una carriera straordinaria che attraversa oltre sei decenni di storia cinematografica. Attore carismatico, intenso e versatile, ha interpretato più di 200 film, lavorando con i più grandi registi del panorama mondiale, da Sergio Corbucci a Luis Buñuel, da Rainer Werner Fassbinder a Quentin Tarantino. Indimenticabile nel ruolo di Django, che lo ha consacrato come leggenda del western all’italiana, Franco Nero ha saputo reinventarsi costantemente, passando con eleganza dal cinema d’autore ai grandi successi popolari, dal teatro alla televisione. Dotato di una presenza scenica magnetica e di un rigore artistico raro, è figura di riferimento per generazioni di interpreti e incarna la grandezza del cinema italiano nel mondo. L’undicesima edizione di Filming Italy - Los Angeles creato e diretto da Tiziana Rocca, Agnus Dei, in collaborazione con l’Istituto Italiano di Cultura di Los Angeles diretto da Emanuele Amendola, si tiene dal 10 al 14 febbraio 2026 a Los Angeles, sotto gli auspici del Consolato Generale d’Italia a Los Angeles. Il Filming Italy - Los Angeles, - si legge in una nota - oltre a promuovere l’Italia come set cinematografico e ponte tra la cultura italiana e americana, sostiene la crescita culturale italiana attraverso il suo cinema, l’internazionalizzazione dei prodotti dell’audiovisivo italiani e supporta le relazioni interculturali tra i vari registi, produttori ed artisti.(BIG ITALY red Gil)
ULTIMI CIAK PER "SE VENISSE ANCHE L'INFERNO" DI SAMUELE ROSSI
Come nel più freddo inverno del Novecento: si terranno sulle Alpi in Valle d’Aosta e poi sull'Appennino in Emilia e in Toscana le ultime riprese di “Se venisse anche l’inferno”, il nuovo lavoro di Samuele Rossi, prodotto da Echivisivi con Solaria Film e MYmovies. Sul set ci saranno per la prima volta l’attore ceco Ivan Franek, l’attrice Giusi Merli e il cantautore Cisco, al suo esordio come attore. Il film racconta la storia del partigiano Gio, nome di battaglia, rimasto da solo e pronto a sopravvivere, in un rifugio di montagna sulle Alpi dopo un feroce rastrellamento nazi-fascista. Di fronte a lui il terribile inverno del 1944, uno dei più freddi della storia italiana ed uno dei peggiori della guerra ormai esplosa in tutta la sua drammaticità, ricostruito nella nuova opera del regista toscano. Il titolo del film è tratto da un adattamento partigiano del canto alpino “Su pei monti vien giù la neve” risalente alla Prima guerra mondiale. Sarà una sfida per la regia e tutta la troupe. In questa sessione di riprese, gli attori sono chiamati a girare nei luoghi a oltre duemila metri in un alpeggio in disuso all’Arp De Praz, nel Comune di Doues (Aosta), sotto la suggestiva conca di Champillon: è qui che il protagonista è costretto a nascondersi dopo la tragica sorte dei suoi compagni, alle temperature più basse della storia recente, dove sarà ricostruito l’inverno più freddo del Novecento. In seguito, la troupe si trasferirà invece nei fitti boschi di Fellicarolo sull'Appennino modenese sotto il monte Cimone, nel comune di Fanano, a circa mille metri di altitudine, dove avverrà la fuga e la caccia al partigiano da parte delle truppe naziste, mentre nel comune di Cantagallo (Prato), tra le nascoste vallate ed abetaie della Riserva dell'Acquerino e presso Villa Guicciardini, saranno girate le scene conclusive del film. Sarà l’occasione per vedere sul set Ivan Franek, celebre attore teatrale e cinematografico boemo, noto al pubblico italiano per il film di Silvio Soldini “Brucio nel vento”, di recente parte del cast internazionale di “The resurrection of the Christ” di Mel Gibson e “Project D - Love Story” di Luc Besson. Con lui Giusi Merli (che reciterà nei panni di una vedova di guerra), nota al grande pubblico per il ruolo nel 2013 della Santa ne “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino e recentemente della Reverenda Madre Ramallo in “Dune 2” di Denis Villeneuve. Per la prima volta sullo schermo come attore ci sarà la straordinaria partecipazione di Cisco, all’anagrafe Stefano Bellotti, voce della “Bella ciao” più ascoltata, ex dei Modena City Ramblers. Nel cast, figurano anche il giovane Luca Tanganelli, per la prima volta protagonista (nel cast di “Alla festa della rivoluzione”, il nuovo film di Arnaldo Catinari presentato lo scorso ottobre alla Festa del Cinema di Roma), accanto a lui Luca Vergoni, apprezzato all'ultima Mostra del Cinema di Venezia in “Orfeo”, e Giorgio Colangeli, nei panni di un internato scappato dai campi di concentramento. Poi gli attori valdostani Alice Vierin, Andrea Damarco e Giada Bessone. (red Gil)
DA OGGI IN SALA “IL MAGO DEL CREMLINO– LE ORIGINI DI PUTIN”
Russia, primi anni '90. L’URSS ? crollata. Nel caos di un Paese che cerca di ricostruirsi, Vadim Baranov, un giovane uomo dalla mente brillante sta per trovare la propria strada. Prima artista d’avanguardia, poi produttore di reality show, diventa consigliere ufficioso di un ex agente del KGB destinato a conquistare il potere assoluto: colui che presto sar? conosciuto come “lo Zar”, Vladimir Putin. Immerso nel cuore del sistema, Baranov diventa lo spin doctor della nuova Russia, modellandone discorsi, fantasie e percezioni. Ma c’? una figura che sfugge al suo controllo: Ksenia, donna libera e inafferrabile, che incarna la possibilit? di fuga – lontano dall'influenza del potere e dal dominio politico. Quindici anni dopo, ritiratosi nel silenzio, Baranov accetta di parlare. Ci? che rivela offusca i confini tra verit? e finzione, fede e strategia e svela i segreti occulti del regime che ha contribuito a costruire. “Il Mago del Cremlino – Le origini di Putin” di Olivier Assayas con Paul Dano protagonista, Jude Law (nel ruolo di Putin), Alicia Vikander, Tom Sturridge, Will Keen e Jeffrey Wright, presentato in anteprima alla Mostra del cinema e da oggi nelle sale cinematografiche, ? liberamente tratto dal romanzo del 2022 “Il mago del Cremlino” di Giuliano da Empoli, ispirato alla figura di Vladislav Surkov, potente consigliere dell’attuale presidente russo. Sebbene il protagonista Vadim Baranov sia immaginario, il contesto storico, le manipolazioni politiche e la struttura del potere descritta rispecchiano la realt? russa tra gli anni '90 e l'era di Putin. La Russia ? “la macchina degli incubi dell’Occidente” e questo romanzo, definito come "Il Principe di Machiavelli attraversato dalle nebbie di John le Carr?", ? un viaggio alla scoperta della mente genialmente tortuosa di uno stratega del Cremlino che nel corso di una lunga notte, racconta le vicende che hanno accompagnato la trasformazione di un anonimo funzionario del Kgb nell’inesorabile Zar di oggi. Baranov ? un personaggio di straordinaria originalit?, lontano da come ci immaginiamo possa essere un consigliere di Putin: proviene dall’avanguardia artistica, ha prodotto dei reality tv, scrive romanzi sotto falso nome. ? un uomo colto ma ? anche un manipolatore senza scrupoli, capace di trasformare un paese intero nella scena di un teatro dove non esiste altra realt? che il compimento della volont? dello Zar. Un negromante che si nutre delle forze del caos per costruire il potere senza limiti del quale finir? col rimanere lui stesso prigioniero. Ma al di l? della radiografia implacabile del sistema con i suoi cortigiani, i suoi oligarchi, i suoi esuli braccati, le sue escort, i suoi killer, Il mago del Cremlino racconta la favola pi? tremenda di tutte: quella di un potere spietato, per il quale la violenza – come l’attualit? ci ricorda tragicamente – costituisce l’unico orizzonte di sopravvivenza possibile. Al centro di questo sinistro palcoscenico si aggira un uomo imbalsamato in vita, solitario, paranoico, che lavora di notte: questo ? diventato lo Zar, o forse ? sempre stato cos? e “l’unico trono che gli porter? la pace ? la morte”. Il film ? una produzione Curiosa Films e Gaumont, in coproduzione con France 2 Cin?ma, un’esclusiva per l’Italia I Wonder Pictures e Italian International Film (Gruppo Lucisano) con Rai Cinema distribuito da 01 Distribution. (redm)
(© 9Colonne - citare la fonte)





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