Roma, 13 feb - “Quando si minaccia la distruzione di un campo da calcio, non si minaccia solo la distruzione di un’infrastruttura ma la distruzione dei sogni e dell’infanzia”. A dirlo è Dima Said, ex calciatrice e portavoce della federcalcio palestinese, intervenuta alla Camera alla consegna della Panchina d’oro speciale dell’Aiac (Associazione italiana allenatori calcio) al ct della nazionale di calcio palestinese Ehab Abu Jazar, su iniziativa del deputato Pd Mauro Berruto, responsabile nazionale sport dei dem. Oltre a Dima, a portare la propria testimonianza a Montecitorio Valerie Tarazi, nuotatrice olimpica palestinese. Sono 684 gli sportivi uccisi in Palestina dall’ottobre 2023. Tra loro 178 ragazzi tra i 6 e i 20 anni. Distrutti circa 290 impianti sportivi tra Gaza e Cisgiordania, tra stadi, campi da calcio, palestre e sedi di club impedendo qualsiasi pratica sportiva. È il quadro tracciato dal Comitato olimpico palestinese nel report presentato oggi alla Camera. I dati, che viene sottolineato nel Report “sono stati meticolosamente raccolti e verificati”, parlano di 684 vittime distribuite in 34 federazioni e istituzioni sportive. La federazione più colpita è la Federcalcio palestinese, che conta 367 morti tra arbitri, allenatori, giocatori, presidenti di club e dirigenti. “Vengono presi di mira gli atleti palestinesi: 6.000 sono rimasti disabili, tanto che avremo la più grande delegazione alle paralimpiadi… “ afferma Jibril Rayoub, presidente del Comitato olimpico palestinese e della Federcalcio palestinese. “Tutte le competizioni sportive si sono fermate in Cisgiordania, viviamo in un immenso campo di concentramento” racconta il numero uno dello sport palestinese, per poi lanciare un appello “per il diritto allo sport, per ricostruire gli impianti e per poter partecipare alle competizioni sportive internazionali”. “Mi auguro – aggiunge - che da questo Parlamento il nostro grido arrivi al mondo intero, che la Fifa e il Cio la facciano finita con questo doppio standard e mostrino il ‘cartellino rosso a Israele”.
“E’ devastante ascoltare le storie dei nostri atleti e ciò che hanno affrontato – afferma Mona Abuamara, ambasciatrice di Palestina in Italia - ma è anche un grande giorno per una Camera democratica, che accoglie queste storie: si spera che da qui risuonino in tutta Italia e vedremo qualche movimento concreto che protegga questi giocatori e i palestinesi in generale. Queste politiche discriminatorie, la distruzione sistematica in atto non stanno influenzando solo lo sport, ma ogni ambito della vita di una persona palestinese: quindi si spera che da qui una fiaccola olimpica si muova attraverso la Palestina e contribuisca a portare la pace” sottolinea l’ambasciatrice, che avverte: “Il genocidio non si è mai fermato, non ascoltate la propaganda di Israele". Un premio che il ct palestinese dedica agli “atleti martiri di Gaza”. “E’ il coronamento – spiega Renzo Ulivieri, presidente dell’Aiac, che ha consegnato la Panchina d’oro nelle mani di Ehab Abu Jazar - di un lungo periodo della nostra associazione, che ha seguito sempre la storia della Palestina, che ha voluto creare questa relazione con una nazionale che è senza Stato. Questo si deve capire”. “L’obiettivo è la pace” sottolinea Ulivieri, che coltiva un sogno: “Poter arrivare a fare un corso di allenatori, dove ci sono 10 allenatori di Palestina e 10 allenatori israeliani. Non ce la farò ad esserci, sono vecchio, ma questa credo che sia la speranza non solo mia ma del mondo”. “Sono un po' anziano – ammette con sincerità - io a questi valori dello sport non ci credo. Perché solo se noi ce li mettiamo questi valori lo sport ha valore. Allora l'impegno nostro qual è? Quello di ritrovare questi valori e di rimetterli dentro lo sport. Altrimenti lo sport, e lo stiamo vedendo in certe occasioni, si sta perdendo”. E l’Aiac, ribadisce, è composta di “allenatori che non pensano solo ad allenare, come ci avrebbe suggerito qualcuno, ma allenatori che vogliono anche guardare il mondo, che hanno la volontà di sentirsi cittadini di questo mondo, Quella sensibilità che ci ha fatto scegliere all'unanimità di chiedere, nell'estate del 25, alla Fifa e all'Uefa che Israele non potesse partecipare alle competizioni internazionali”. Allenatori come Eusebio Di Francesco, tecnico del Lecce, che in un videomessaggio si dice “orgoglioso” del premo a Ehab Abu Jazar, “per la tua dedizione, per quello che stai facendo, per i valori dello sport che porti all’interno di una realtà come quella palestinese. Siamo tutti con te”. “E’ stato un momento molto emozionante – confessa Berruto - abbiamo ospitato qui nella ‘casa della democrazia’ il presidente del Comitato olimpico palestinese, le atlete, l’allenatore della nazionale di calcio palestinese, che ci hanno raccontato della condizione dello sport in Palestina. Lo abbiamo voluto fare mentre la fiamma olimpica è accesa nel nostro Paese, a Milano e Cortina, perché resti accesa una luce sul diritto allo sport in Palestina”. (Roc)
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