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Terminate le riprese di “Grandi Giochi” di Daniele Gobbin: verrà presentato a Cortinametraggio

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Terminate le riprese di “Grandi Giochi” di Daniele Gobbin: verrà presentato a Cortinametraggio

Addis Abeba - Si sono concluse ad Addis Abeba le riprese principali del cortometraggio “Grandi Giochi”, diretto da Daniele Gobbin e che sarà presentato come evento speciale alla 21esima edizione di Cortinametraggio, in programma a Cortina d’Ampezzo dal 23 al 29 marzo. Due settimane di lavorazione intense, segnate da una produzione complessa. Le restrizioni governative locali hanno impedito la realizzazione di alcune immagini di copertura, costringendo la troupe a rivedere più volte il piano di riprese. Un limite operativo - si legge in una nota - che riflette il contesto in cui il progetto è nato e che ne rappresenta, in parte, la cifra narrativa. Elemento centrale del film è la scelta del cast: ragazzi senza esperienza attoriale, ex ragazzi di strada oggi ospiti della comunità Bosco Children, sostenuta da oltre dieci anni dall’associazione italiana Emma’s Children attraverso interventi economici e umani continuativi. Una decisione dettata dalle circostanze ma coerente con l’approccio del film: privilegiare autenticità e presenza scenica rispetto a un’interpretazione costruita. Scritto in italiano e girato interamente in amarico, “Grandi Giochi” ha affrontato anche la barriera linguistica. Nonostante il lavoro di mediazione della produzione, la direzione di alcune scene si è rivelata particolarmente delicata. Un rischio accettato consapevolmente, nella prospettiva di restituire maggiore verità al racconto. “Un progetto che sapevamo difficile. Portarlo a termine è stato possibile grazie al sostegno morale ed economico di benefattori e sponsor”, ha sottolineato Andrea Gris che ha scritto il soggetto. Durante diverse fasi delle riprese la troupe ha operato in formazione ridotta, scelta che ha consentito maggiore discrezione nei quartieri della capitale etiope. Addis Abeba non fa da sfondo, ma diventa parte integrante della narrazione visiva. Conclusa la lavorazione, il film entra ora nella fase di montaggio. “Questa esperienza - ha dichiarato Eskinder Fasil Desalegn, della produzione etiope - rappresenta un ponte culturale prima ancora che professionale. Il cinema diventa strumento di dialogo e opportunità per i giovani, oltre che racconto di un’Etiopia contemporanea”. (9colonne)


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