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VELENO DI RANA USATO
PER UCCIDERE NAVALNY

VELENO DI RANA USATO<br>PER UCCIDERE NAVALNY

Un’inchiesta congiunta di cinque agenzie di intelligence europee ha concluso che il leader dell’opposizione russa Alexei Navalny sarebbe stato ucciso con un veleno derivato dalle rane freccia sudamericane, somministrato dallo Stato russo durante la sua detenzione in una colonia penale artica. La dichiarazione è stata diffusa da Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi a margine della Conferenza della sicurezza di Monaco, a due anni dalla morte dell’oppositore, avvenuta mentre stava scontando una condanna a 19 anni di reclusione. Gli Stati Uniti non figurano tra i Paesi firmatari. Secondo quanto riferito, campioni prelevati dal corpo prima della sepoltura e analizzati in due laboratori europei avrebbero rilevato la presenza di epibatidina, una tossina presente nella pelle delle rane freccia dell’Ecuador. “Solo lo Stato russo aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di impiegare questa tossina letale contro Navalny durante la sua detenzione in una colonia penale siberiana, e lo riteniamo responsabile della sua morte”, si legge nella nota congiunta. Il Regno Unito ha definito l’avvelenamento “barbaro” e ha annunciato che segnalerà la Russia all’Organisation for the Prohibition of Chemical Weapons per una violazione della Convenzione sulle armi chimiche. Londra ha inoltre affermato che l’epibatidina “non si trova naturalmente in Russia” e che “non esiste una spiegazione innocente per la sua presenza nel corpo di Navalny”. La moglie dell’oppositore, Yulia Navalnaya, ha scritto sui social che il veleno identificato “provoca paralisi, arresto respiratorio e una morte dolorosa” e ha aggiunto: “Putin ha ucciso Alexei con un’arma chimica”. “Vladimir Putin è un assassino. Deve essere ritenuto responsabile per tutti i suoi crimini”, ha dichiarato, ringraziando gli Stati europei per il lavoro svolto. La diffusione dei risultati coincide con il secondo anniversario dell’annuncio della morte di Navalny, dato dalle autorità russe proprio durante la conferenza di Monaco del 2024. In quell’occasione la vedova intervenne brevemente affermando: “Voglio che sappiano che saranno puniti per ciò che hanno fatto. Saranno portati davanti alla giustizia. E quel giorno arriverà presto”. La ministra degli Esteri britannica Yvette Cooper ha ribadito che “solo il governo russo aveva i mezzi, il movente e l’opportunità di usare questa tossina letale” e ha parlato di “un complotto barbaro del Cremlino per mettere a tacere la sua voce”. Il Cremlino ha in passato respinto accuse simili, ma il caso si inserisce in una serie di episodi che hanno visto l’uso di sostanze tossiche contro oppositori e disertori, tra cui la morte di Alexander Litvinenko a Londra nel 2006 e l’attacco con agente nervino contro Sergei Skripal nel 2018. (sem) 

 

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