Ginevra torna a essere il fulcro della politica mondiale in una mattinata gelida che vede la Svizzera nuovamente nel ruolo di “ufficio centrale” della diplomazia globale. In uno stato di massima sicurezza, si aprono oggi all'Hotel InterContinental due tavoli negoziali paralleli che potrebbero ridisegnare gli equilibri di potere tra Europa e Medio Oriente.
IL DOSSIER NUCLEARE: L'OMBRA DELL'ESCALATION. La giornata inizia con il faccia a faccia indiretto tra la delegazione americana e quella iraniana. Il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi è giunto ai colloqui dopo un incontro preparatorio con Rafael Grossi (AIEA), cercando di puntellare una posizione negoziale che l'Iran definisce "costruttiva ma ferma". Dall'altro lato della barricata, l'amministrazione Trump ha schierato i suoi pesi massimi, Steve Witkoff e Jared Kushner. L'approccio americano è di "massima pressione con una via d'uscita": Washington offre un allentamento delle sanzioni in cambio di uno smantellamento verificabile del programma nucleare, ma la presenza navale nel Golfo Persico serve a ricordare che l'opzione militare non è mai stata tolta dal tavolo.
UCRAINA E RUSSIA: UN DIALOGO TRA INTELLIGENCE E DIPLOMAZIA. Il pomeriggio ginevrino sarà invece dedicato al conflitto nell'Est Europa. L'agenzia Tass ha confermato che il Cremlino ha inviato Vladimir Medinsky, ma l'attenzione degli osservatori è tutta per i vertici dei servizi segreti: la presenza di Igor Kostyukov (Russia) e Kyrylo Budanov (Ucraina) trasforma l'incontro da una pura formalità diplomatica a un tavolo tecnico di "gestione della realtà". Da sottolineare comunque che mentre Kiev punta a non cedere sulla sovranità territoriale, alcune indiscrezioni suggeriscono che il team statunitense (nuovamente Witkoff e Kushner) stia spingendo per una "de-escalation funzionale", che inizi con un cessate il fuoco relativo alle infrastrutture energetiche per alleviare la crisi umanitaria prima di affrontare i nodi politici più spinosi.
UN CLIMA DI CAUTO SCETTICISMO. Nonostante l'imponenza dell'apparato diplomatico, appare obbligatorio un invito alla prudenza. Se Le Figaro descrive Ginevra come "l'ultima spiaggia prima di una nuova ondata di violenza", la BBC osserva come la simultaneità di questi due negoziati metta gli Stati Uniti in una posizione di arbitro globale senza precedenti, ma anche di estrema vulnerabilità in caso di fallimento doppio. Al momento, le delegazioni rimangono barricate dietro il più stretto riserbo. La sensazione è che la giornata di oggi non servirà a firmare trattati, ma a capire se esista ancora un linguaggio comune tra potenze che, negli ultimi anni, hanno comunicato solo attraverso la forza delle armi. (17 FEB - deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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