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direttore Paolo Pagliaro

AL BOARD OF PEACE
DA OSSERVATORI

AL BOARD OF PEACE <br> DA OSSERVATORI

La partecipazione dell’Italia al Board of Peace di Donald Trump come membro effettivo sarebbe sì contrario al dettato costituzionale. Ma d’altra parte lo sarebbe, in un certo senso, anche una completa assenza: ne è convinto il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani che alla Camera, nelle comunicazioni al Parlamento, spiega che nel Piano di Pace degli Stati Uniti per Gaza (“che ha dato nella sua prima fase risultati inaspettati e che è l’unica soluzione possibile”) si apre ora una fase chiave del piano, la fase due: in questo contesto si inserisce il Board of Peace, “cui partecipano oltre gli Usa i principali partner regionali e anche Israele”. E siccome “tra Italia e Usa ci sono sempre state relazioni molto forti indipendentemente dai governi” allora “l’assenza dell’Italia sarebbe politicamente incomprensibile e anche contraria all’articolo 11 che stabilisce che l’Italia ripudia la guerra: per questo il governo ha ritenuto opportuno partecipare come osservatore al Board, è la soluzione più idonea per rispettare i nostri vincoli costituzionali. Come potrebbe l’Italia essere assente dove si discute di pace?”.

Tajani ricorda che la crisi di Gaza “incide sugli equilibri regionali, sulla stabilità del Mediterraneo e sulla sicurezza del nostro export e della nostra sicurezza nazionale, ma è soprattutto una tragedia umanitaria che ha scosso le coscienze di tutti noi”. E il governo italiano “ha sostenuto sin dal primo giorno il piano di pace, a fronte di un mandato chiaro delle Nazioni Unite: ogni rinvio rallenta gli aiuti e le prospettive di ricostruzione”.  E dunque, chiude Tajani alla Camera, “il governo italiano continuerà a fare la sua parte e a lavorare per la pace, è quello che ci chiede la stragrande maggioranza del Paese”.

(Sis)

 

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