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Congedo paritario, Prestipino: Norma rivoluzionaria, destra affossa proposte opposizione

Roma, 20 feb – “È l’ennesima legge presentata dall’opposizione, questa poi a firma della nostra segretaria Elly Schlein, in qualche maniera preventivamente affossata. La scusa è sempre quella che non ci sono le coperture. Una volta si inventano questa scusa, un’altra ne trovano un’altra, come per il salario minimo. Ormai lo sport nazionale è affossare le leggi dell’opposizione”. Così la deputata del Partito democratico Patrizia Prestipino, intervenendo a margine della discussione generale in Aula sulla proposta di legge in materia di tutela e sostegno della maternità e della paternità, che prevede l’incremento dell’indennità di maternità e l’introduzione di un congedo paritario. La proposta, approdata in Aula senza relatori, secondo l’esponente dem rappresenta “una legge che ha del visionario, del rivoluzionario”, perché inciderebbe “sul tessuto sociale più importante, la base del tessuto sociale che è la famiglia”. Il testo prevede un congedo paritario di cinque mesi per ciascun genitore, completamente retribuito e non trasferibile. “Una vera e propria rivoluzione che ci immetterebbe nell’Europa più moderna – ha spiegato – perché ad oggi il nostro welfare non è ancora allineato agli altri Paesi come Francia, Spagna e i Paesi nordici per quanto riguarda il congedo parentale” Secondo Prestipino, la riforma produrrebbe una ricaduta positiva “sociale, economica e culturale”: “Alleggerirebbe il carico della gestione del bambino nei primi mesi di vita solo sulla mamma, rimetterebbe le donne nel mercato del lavoro, che oggi spesso vi rinunciano proprio per accudire i figli, e responsabilizzerebbe i padri. C’è un indotto positivo che questa destra unicamente ignora”. Nel corso del dibattito in Aula, la deputata dem ha poi chiamato in causa la presidente del Consiglio Giorgia Meloni: “Ho preso in prestito una loro citazione che hanno mal digerito. Ho detto: ‘Sono donna, sono madre, sono cristiana’, dicevi qualche anno fa. Oggi sei stanca di fare la rivoluzione perché siedi comodamente sulla poltrona del potere. È facile fare opposizione e urlare, ma quando si gestisce il potere bisogna dimostrare che le cose si vogliono davvero cambiare. E questa destra non vuole farlo”.
(PO / Sis)

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