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direttore Paolo Pagliaro

BANKITALIA: NECESSARIO
SALTO DI QUALITA’ UE

BANKITALIA: NECESSARIO <br> SALTO DI QUALITA’ UE

 “Se l’impegno per una rinnovata cooperazione internazionale non va abbandonato, l’Unione europea deve prendere atto che il profondo cambiamento della scena mondiale richiede un salto di qualità nelle politiche interne”. Così il vice direttore generale della Banca d’Italia, Sergio Nicoletti Altimari, nel suo intervento al 32° Congresso Annuale Assiom Forex a Venezia, dal titolo “Squilibri globali e i loro rischi in un’economia mondiale più frammentata”. “La direzione di marcia - spiega - in molti ambiti è corretta, dai recenti nuovi accordi commerciali con i paesi dell’America Latina e con l’India, alla rinnovata volontà di ampliare e approfondire il mercato unico, di costruire un mercato dei capitali realmente integrato, di semplificare le regole che appesantiscono l’attività economica. Tuttavia, i progressi restano lenti, le iniziative frammentate e le scelte spesso riflettono il minimo comune denominatore degli interessi degli Stati membri, più che una visione strategica nell’interesse europeo - sottolinea Bankitalia - Occorre un drastico ripensamento del modo di operare, prendere decisioni e agire, recuperando quella unità di intenti che l’Europa ha dimostrato in altre occasioni della sua storia, quando ha saputo trasformare le difficoltà in occasioni di avanzamento e integrazione”. Secondo il vicedirettore generale di Bankitalia, “il conseguimento di una crescita mondiale più equilibrata e meno esposta a rischi di crisi beneficerebbe enormemente di un’azione coordinata tra le principali economie. Le politiche macroeconomiche necessarie sarebbero, peraltro, pienamente coerenti con l’interesse delle singole economie. Rientrano in questa prospettiva politiche fiscali che assicurino la sostenibilità dei debiti pubblici; un deciso sostegno alla domanda interna nelle economie con persistenti surplus commerciali; la promozione del libero scambio di beni, servizi e capitali, evitando pratiche distorsive della concorrenza; accordi per una maggiore armonizzazione regolamentare per soggetti e strumenti finanziari che operano su scala globale”. ”Un approccio coordinato appare oggi indubbiamente più difficile, in un contesto di relazioni internazionali conflittuali e di indebolimento delle istituzioni multilaterali”, conclude Nicoletti. (PO / Roc) 

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