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direttore Paolo Pagliaro

DHS SOSPENDE PRECHECK
E GLOBAL ENTRY

DHS SOSPENDE PRECHECK <br> E GLOBAL ENTRY

 Il Dipartimento per la Sicurezza interna degli Stati Uniti, Department of Homeland Security (DHS), sospenderà da domenica alle 6 del mattino (ora della costa Est) i programmi TSA PreCheck e Global Entry, che consentono a milioni di viaggiatori di accelerare i controlli di sicurezza negli aeroporti. La decisione rientra nelle misure d’emergenza adottate a seguito dello shutdown che ha lasciato senza fondi gran parte dell’agenzia.

La segretaria del DHS, Kristi Noem, ha parlato di “scelte difficili ma necessarie sulla forza lavoro e sulle risorse”, spiegando che la priorità sarà garantire il servizio alla “popolazione generale dei viaggiatori” negli aeroporti e ai punti di ingresso nel Paese. In una nota, Noem ha accusato i democratici di avere provocato per la terza volta la chiusura del dipartimento nell’attuale legislatura, sottolineando che lo shutdown “mette a rischio la sicurezza nazionale” e lascia senza stipendio migliaia di dipendenti.

Il blocco dei finanziamenti al DHS è scattato il 14 febbraio, dopo il mancato accordo tra Casa Bianca e Congresso su nuove restrizioni richieste dai democratici alle agenzie per l’immigrazione, in particolare Immigration and Customs Enforcement (ICE) e Customs and Border Protection (CBP). Tra le richieste: bodycam obbligatorie per gli agenti, divieto di indossare maschere durante le operazioni e maggiori garanzie giudiziarie prima delle perquisizioni.

Oltre allo stop a PreCheck e Global Entry, il dipartimento sospenderà le scorte di polizia aeroportuale per membri del Congresso e altri servizi accelerati. Anche la Federal Emergency Management Agency (FEMA) interromperà le attività non legate a disastri naturali per concentrare risorse sulle emergenze, in vista anche di una tempesta invernale attesa nel fine settimana.

Lo shutdown è tuttavia circoscritto: il Congresso ha finanziato tutti gli altri dipartimenti federali, limitando l’impatto a circa il 13% della forza lavoro civile. Secondo il piano di emergenza del DHS, il 91% dei dipendenti continuerà a lavorare senza paga, con il primo stipendio saltato previsto per il 3 marzo.

(© 9Colonne - citare la fonte)