Venticinque membri della Guardia Nacional uccisi negli scontri successivi al blitz, 252 blocchi stradali, veicoli incendiati, attacchi a stazioni di servizio e istituti bancari: è il bilancio delle violenze esplose in Messico dopo l’uccisione di Nemesio Rubén Oseguera Cervantes, noto come “El Mencho”, capo del Cártel Jalisco Nueva Generación (CJNG), avvenuta nel corso di un’operazione federale guidata dalla Secretaría de la Defensa Nacional. Secondo quanto riferito dal ministro della Sicurezza, Omar García Harfuch, gli scontri hanno provocato complessivamente 62 morti e 27 aggressioni dirette contro le autorità, con 70 arresti effettuati in sette Stati della federazione. Le violenze, iniziate nello Stato di Jalisco, si sono propagate in altre 19 entità federative con incendi dolosi, barricate e blocchi delle principali arterie stradali.El Mencho è morto durante un’operazione definita “strategica” dalle autorità. La Procura Generale della Repubblica messicana ha certificato l’identità del corpo, così come quella di alcuni suoi luogotenenti deceduti nel corso dell’intervento.
La presidente Claudia Sheinbaum, intervenendo nella consueta conferenza stampa mattutina al Palacio Nacional, ha sottolineato che l’operazione è stata pianificata e condotta esclusivamente dalle forze federali messicane. “C’è stato molto scambio di informazioni con gli Stati Uniti, come abbiamo detto varie volte: l’intesa si basa fondamentalmente sull’intelligence. In questo caso vi è stata un’informazione fornita dal governo statunitense, che ha anche diffuso un comunicato, ma tutta l’operazione, dalla pianificazione all’esecuzione, è responsabilità delle forze federali messicane”, ha dichiarato. Sheinbaum ha inoltre assicurato che il Paese “si è risvegliato senza blocchi su strade e autostrade”, evidenziando come la situazione sia stata ristabilita grazie al coordinamento tra il gabinetto federale per la sicurezza e i governi statali. “Oggi c’è maggiore tranquillità, c’è governo, ci sono le Forze Armate”, ha affermato la presidente, ribadendo che le istituzioni restano in stato di allerta per prevenire ulteriori episodi di violenza.
(Sis)
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