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direttore Paolo Pagliaro

PER LA RICOSTRUZIONE
SERVONO 588 MILIARDI

PER LA RICOSTRUZIONE <BR> SERVONO 588 MILIARDI

Il bilancio umano a quattro anni dall'inizio dell'invasione su vasta scala è semplicemente apocalittico. Studi recenti stimano un totale di quasi 1,8 milioni tra morti, feriti e dispersi su entrambi i fronti. Per l'Ucraina, si parla di una perdita di vite militari compresa tra le 100 e le 140 mila unità, mentre le Nazioni Unite hanno documentato ufficialmente oltre 12.000 civili uccisi e circa 28.000 feriti, con una drammatica accelerazione della letalità dei raid russi nel corso del 2025. Sul piano demografico, l'Ucraina è un paese ferito a morte: più di 9,2 milioni di persone sono in fuga, con circa 5,8 milioni di rifugiati sparsi per l'Europa, rendendo questa la crisi migratoria più rapida dalla Seconda Guerra Mondiale.

Sotto il profilo economico, la devastazione è quasi incalcolabile. L'ultima valutazione della Banca Mondiale stima che per la ricostruzione dell'Ucraina servano 588 miliardi di dollari, una cifra che triplica il PIL pre-bellico del paese. Intere città sono state rase al suolo, e il settore energetico è sull'orlo del collasso sistemico a causa dei continui bombardamenti mirati. La Russia, pur subendo una contrazione del PIL del 2,1% e sanzioni senza precedenti, ha riconvertito la sua intera economia in una macchina bellica che sembra ignorare il benessere dei propri cittadini pur di alimentare l'offensiva.

CRONOLOGIA DI UNA RESISTENZA: LE TAPPE CRUCIALI. Il conflitto ha attraversato fasi distinte, ognuna delle quali ha ridefinito l'ordine mondiale. Dopo il fallimento del blitz su Kiev nel febbraio 2022, la guerra si è spostata a Est con l'assedio brutale di Mariupol e la successiva controffensiva ucraina dell'autunno 2022 che portò alla liberazione di Kherson. Il 2023 è stato l'anno della logorante battaglia di Bakhmut e di una controffensiva estiva che non ha prodotto i risultati sperati, portando il fronte a una situazione di stallo. Il 2024 e il 2025 hanno visto la Russia riprendere l'iniziativa in zone come Avdiivka e Pokrovs'k, mentre l'Ucraina rispondeva con raid tecnologici e l'apertura di fronti inattesi come quello di Kursk nel 2024. Il settembre 2025 ha segnato un nuovo apice di tensione internazionale, con droni russi che hanno violato lo spazio aereo NATO, portando la Polonia a schierare 40.000 soldati al confine. (24 FEB – deg)

 

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