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Congedo paritario, stop della Bilancio. Opposizioni unite: destra contro famiglie e donne

Roma, 24 feb – La Commissione Bilancio della Camera ha espresso una relazione tecnica contraria alla proposta di legge sul congedo paritario di maternità e paternità presentata unitariamente dalle opposizioni. Un parere che, di fatto, blocca l’iter del provvedimento e scatena la reazione compatta di Pd, M5S, Avs, Italia Viva, Azione e +Europa, che parlano di "occasione persa" e di scelta politica contro famiglie e occupazione femminile. "La commissione Bilancio ha votato una relazione tecnica contraria alla proposta di legge sul congedo paritario presentato da tutte le opposizioni unite. È una straordinaria occasione persa dalla maggioranza di aprire un grande dibattito dentro a quest’Aula e nel Paese su una misura che sarebbe una rivoluzione culturale e sociale", ha dichiarato la segretaria del Pd Elly Schlein in conferenza stampa. La proposta prevedeva cinque mesi di congedo pagati al 100% per ciascun genitore, non trasferibili tra loro, estesi anche ai genitori non sposati e ai lavoratori autonomi. "Avrebbe sostenuto concretamente le famiglie italiane, aiutato l’occupazione femminile e la redistribuzione del carico di cura, consentendo ai padri di vedere crescere i propri figli", ha aggiunto, ricordando come il divario nel tasso di occupazione tra uomini e donne sia oggi di circa 30 punti percentuali, contro il 18% del 2013. Parla di "arroganza della destra di governo" il leader di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, secondo cui la maggioranza utilizza una "retorica sulla famiglia" senza mettere in campo strumenti concreti per sostenere la genitorialità. "Era una proposta che puntava a redistribuire il carico di cura, che oggi troppo spesso comporta una rinuncia professionale per le donne. Il meccanismo messo in atto per fermarla è completamente inaccettabile".

Sulla stessa linea Angelo Bonelli, che parla di uno stop "ordinato da Meloni" e di una "politica contro le famiglie italiane e contro le donne che vorrebbero avere figli". "Non è un caso se la denatalità ha raggiunto livelli così bassi. Ci dicono che non ci sono le risorse, ma per armi e Ponte sullo Stretto i soldi si trovano", attacca, ricordando anche le migliaia di donne che ogni anno subiscono conseguenze lavorative e sociali legate alla maternità. Per l’ex ministra della Famiglia Elena Bonetti si trattava di "una risposta che serve alle donne e al Paese". "Si vantano di aver aumentato all’80% l’indennità di congedo, ma senza un vero congedo paritario si incentiva di fatto l’uscita o la marginalizzazione delle donne dal mercato del lavoro", osserva. Il leader del M5S Giuseppe Conte sottolinea il legame tra sostegno alla genitorialità e declino demografico: "Con un tasso di natalità in costante diminuzione, strumenti come questo sarebbero stati utili e necessari". Di opposizioni "ancora una volta compatte" parla Maria Elena Boschi, secondo cui la maggioranza "ha paura del confronto" e rifiuta di sedersi a un tavolo comune. "Sono solo le donne a sentirsi chiedere ai colloqui di lavoro se intendono avere figli. Il congedo paritario avrebbe contribuito a sanare una discriminazione strutturale". Critico anche il segretario di +Europa Riccardo Magi: "Oggi abbiamo un sistema di congedi tra i più limitati in Europa, paragonabile forse solo a quello dell’Ungheria. Era un’occasione per vivere diversamente la genitorialità e per modernizzare il welfare. Ogni volta che la maggioranza viene sfidata sul terreno delle politiche sociali, la risposta è un no".
(PO / Sis)

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