A gennaio 2026 si stima, per l’interscambio commerciale con i paesi extra Ue27 , una flessione congiunturale per entrambi i flussi, più ampia per le importazioni (-3,9%) rispetto alle esportazioni (-1,9%). Lo rende noto l’Istat. La riduzione su base mensile dell’export è dovuta alle minori vendite di energia (-12,6%), beni strumentali (-7,4%) e beni di consumo durevoli (-2,6%); aumentano, invece, le esportazioni di beni di consumo non durevoli (+1,6%) e beni intermedi (+1,5%). Dal lato dell’import, la contrazione congiunturale è spiegata dai minori acquisti di beni intermedi (-13,2%) ed energia (-6,8%). Nel trimestre novembre 2025-gennaio 2026, rispetto al precedente, l’export cresce dello 0,9%; la crescita è sostenuta dalle maggiori vendite di beni intermedi (+6,4%) che compensano l’ampia contrazione dell’export di energia (-21,9%) e le moderate riduzioni delle vendite di beni di consumo non durevoli e beni strumentali (per entrambi -0,3%). Nello stesso periodo, l’import si riduce del 4,6%, per effetto dei minori acquisti di beni di consumo durevoli (-4,7%) e non durevoli (-13,4%) ed energia (-10,4%). A gennaio 2026 l’export flette su base annua del 6,0% (era +5,1% a dicembre 2025). La flessione tendenziale dell’export verso i mercati extra Ue27 si deve principalmente alle minori vendite di energia (-38,0%) e beni strumentali (-15,1%); aumentano soltanto le esportazioni di beni intermedi (+5,3%).





amministrazione