Sicurezza dei connazionali, rischio escalation regionale, nodo nucleare iraniano e rapporti con gli Stati Uniti. È su questi assi che si è sviluppato il confronto in audizione davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato tra i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e le opposizioni guidate da Elly Schlein e Giuseppe Conte. Tajani ha ribadito che gli attacchi di Stati Uniti e Israele “mirano a cancellare la minaccia nucleare” e che “Stati Uniti e Israele hanno deciso in autonomia e nella riservatezza l’attacco”, con l’Italia “informata a iniziativa in corso”. Ha sostenuto che “fino all’ultimo minuto abbiamo sostenuto il dialogo e il negoziato, ma l’Iran ha rigettato ogni tipo di soluzione”, aggiungendo che l’irrigidimento di Teheran “ha contribuito alla situazione”. Nella regione, ha assicurato, “ci sono 70mila connazionali tra stabili e temporanei, nessuno è stato colpito”, mentre è stato organizzato “un volo per riportare a casa 200 studenti minorenni” ed è operativa “una task force di 50 unità”. Il ministro ha inoltre riferito di “richieste di aiuto logistico e di materiali da parte dei Paesi del Golfo” e, sulla morte di Khamenei, ha affermato che “apre una nuova fase” in cui “bisognerà garantire una transizione rispettosa”.
Crosetto ha tracciato un quadro militare e strategico della crisi, parlando di un’escalation su vasta scala, della centralità dello Stretto di Hormuz per l’energia globale e della presenza di circa 2.500 militari italiani nell’area, con dispositivi di sicurezza rafforzati e piani di evacuazione aggiornati. Di segno critico gli interventi delle opposizioni. Schlein ha chiesto di “lavorare per ottenere un cessate il fuoco” e una “immediata de-escalation”, giudicando “sbagliate e pericolose le azioni militari unilaterali fatte in violazione del diritto internazionale”. Pur definendo il regime iraniano “un dittatore sanguinario”, ha sostenuto che la strada per impedire l’arma nucleare sia “la via negoziale e diplomatica, non i bombardamenti”. Conte ha parlato di “disastro” e di “scenari di guerra ed escalation senza limiti”, ribadendo che “non possiamo affidare alle bombe la soluzione di scenari di crisi e il cambio di regime” e chiedendo al governo una posizione chiara nei confronti di Washington e un impegno prioritario per la sicurezza di civili, militari ed economia italiana.
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