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Iran, Quartapelle (Pd): Audizione deludente, Italia inerme e assente da scena europea

Roma, 2 mar – “È stata un’audizione purtroppo molto deludente, un’audizione con poco contenuto politico rispetto a quello che può fare l’Italia”. Così Lia Quartapelle, deputata del Pd, al termine dell’audizione dei ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto davanti alle Commissioni Esteri e Difesa di Camera e Senato sulla situazione in Iran e nel Golfo Persico. “L’unica cosa vera che i ministri hanno detto è stato un elenco di fatti, ammettendo poi che sono fatti su cui l’Italia non ha nessun controllo”, ha osservato, spiegando di essere “molto preoccupata” da una fotografia che giudica realistica ma che, a suo avviso, certifica l’assenza di un’iniziativa italiana. “Così è per tutti gli altri Paesi europei, ma gli altri Paesi europei reagiscono. Gli altri Paesi europei hanno detto dei no agli americani, per esempio sul dispositivo militare, e dall’altro lato stanno sostanzialmente ragionando su come rafforzare un impegno europeo per la nostra difesa. L’Italia non c’è, aspetta una telefonata da Trump, che tra l’altro finora non è arrivata, e non mette in discussione nulla di quello che sta succedendo”. Per Quartapelle, si tratta di un atteggiamento “molto pericoloso” per “un Paese che è una media potenza, che non ha un grande dispositivo militare, che è nel mezzo del Mediterraneo”, in una fase in cui “l’instabilità si sta allargando, non si sta riducendo”.
Nel merito dell’operazione militare contro Teheran, la deputata dem ha riferito che i ministri hanno sostenuto che “questa operazione non ha nulla a che fare con il cambio di regime” ma è stata condotta “per scongiurare il rischio che l’Iran sviluppi una bomba atomica”, ritenendo – “secondo gli israeliani e la versione israeliana per loro è la versione corretta” – che si fosse “a pochi giorni dalla produzione di una bomba nucleare iraniana”. Da qui le domande politiche poste dall’opposizione: “Siccome qualche mese fa abbiamo visto la guerra dei 12 giorni e la guerra dei 12 giorni aveva l’obiettivo di obliterare la possibilità che l’Iran avesse una bomba nucleare, come mai quell’operazione non è andata bene? E perché questa operazione dovrebbe andare bene?”. Infine il capitolo diritti umani. “Noi che cosa facciamo per questi ragazzi e ragazze, manifestanti, dissidenti iraniani che oggi sono quelli che rischiano di pagare il prezzo più alto dell’operazione militare congiunta israeliana americana?”, ha chiesto Quartapelle, riferendo le preoccupazioni dei dissidenti per le condizioni nella Prigione di Evin, “dove non si distribuisce più il cibo, le celle sono chiuse, è stato impedito qualsiasi contatto con l’esterno”. Il rischio, ha concluso, è che “un regime attaccato se la prenda con i dissidenti, con quelli in carcere”, tema che “dai discorsi del governo è stato completamente assente” e su cui, ha assicurato, “dobbiamo continuare a tenere le luci accese su quello che sta succedendo al popolo iraniano”.
(PO / Sis)

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