I risultati mostrano che i villi intestinali – piccole estensioni che aumentano la superficie intestinale per assorbire nutrienti – si accorciano già tre ore dopo l’assunzione e i marcatori infiammatori restano elevati fino a 24 ore dopo.
Anche una cena abbondante o un cocktail dopo il lavoro, apparentemente innocui, potrebbero avere effetti immediati sul corpo umno. Secondo un nuovo studio riportato dal National Geographic, l’alcol può alterare la struttura del nostro intestino tenue in poche ore, scatenando processi infiammatori anche dopo il termine della serata. La ricerca, condotta da un team di scienziati guidato da Diego Bohórquez, professore di medicina e neurobiologia alla Duke University, ha monitorato gli effetti dell’alcol su topi e organoidi intestinali umani. I risultati, pubblicati nel novembre 2025, mostrano che i villi intestinali – piccole estensioni simili a dita che aumentano la superficie intestinale per assorbire nutrienti – si accorciano già tre ore dopo l’assunzione e i marcatori infiammatori restano elevati fino a 24 ore dopo. “Osservare la stessa risposta sia nei topi sia nelle biopsie umane rafforza l’idea che l’alcol inizi a danneggiare l’intestino molto rapidamente”, spiega Bohórquez. Questo suggerisce che l’intestino potrebbe essere tra i primi organi a reagire all’alcol, generando infiammazione prima ancora che possano manifestarsi i danni a lungo termine. “Possiamo pensare all’intestino come a una pelle interna,” afferma Bohórquez. “Quando introduciamo sostanze aggressive come l’alcol, stiamo esponendo l’interno del corpo a stress chimico”. Laura Rupprecht, direttrice del Gut-Brain Biology Lab all’Università della North Carolina a Chapel Hill, aggiunge: “I villi intestinali si accorciano già tre ore dopo il consumo di alcol. Questo riduce la capacità dell’intestino di assorbire nutrienti e indebolisce la barriera che trattiene batteri e tossine”. Oltre ai cambiamenti strutturali, lo studio ha evidenziato un aumento dei neutrofili, cellule immunitarie che, se attivate senza infezioni da combattere, possono danneggiare i tessuti circostanti. In casi estremi, ciò permette ai batteri di entrare nel flusso sanguigno e provocare infiammazione in altre parti del corpo, incluso il cervello. Secondo studi precedenti, questo processo potrebbe persino alimentare il ciclo del consumo eccessivo di alcol. Shauna McQueen, dietologa e fondatrice di Food School, spiega: “L’infiammazione è una risposta naturale e necessaria del corpo, ma se diventa cronica può influire sul metabolismo, aumentare lo stress ossidativo e contribuire a malattie cardiovascolari, neurodegenerative e persino al cancro”. Nello studio, entro 24 ore dall’assunzione di alcol i villi apparivano parzialmente ripristinati, suggerendo che l’intestino ha una certa capacità di recupero, anche se l’infiammazione rimane elevata. McQueen sottolinea che la salute intestinale può migliorare rapidamente con alcune strategie: alimenti ricchi di fibre che fungono da prebiotici – frutta, verdura, cereali integrali – e alimenti fermentati come yogurt, kefir, kimchi o kombucha, ricchi di probiotici. Anche l’attività fisica contribuisce a un intestino più equilibrato. Tuttavia, il modo più efficace per proteggere l’intestino rimane limitare l’alcol. Le linee guida nutrizionali statunitensi suggeriscono moderazione: un drink al giorno per le donne e due per gli uomini. Anche un piccolo passo può ridurre il rischio di danni immediati e a lungo termine.
(© 9Colonne - citare la fonte)




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