“L’Europa sta giocando con il suo futuro. È nata come un progetto di pace e benessere sociale. Il bivio che si trova ad affrontare sta diventando un faro di diritto internazionale e di speranza”. Lo afferma, in una intervista al Corriere della Sera, la vicepresidente del governo spagnolo Yolanda Diaz, sottolineando che “le politiche sostenute da Trump danneggiano i cittadini americani e violano il diritto internazionale” e che “lo vediamo chiaramente, e prima o poi lo vedrà anche il mondo intero”. La leader di Sumar rivendica che il governo di coalizione progressista sta difendendo la legalità internazionale ovunque, dall'Iran all'Ucraina alla Palestina, precisando che “siamo profondamente europeisti e difendiamo il diritto dell’Europa ad avere una propria voce e potere decisionale nel mondo” e che “ci sono limiti che non possono essere oltrepassati”. Diaz si dice certa della solidarietà dei popoli d'Europa perché “la società europea non vuole la guerra e i governi devono ascoltare i propri cittadini”, ricordando che il progetto comune è nato dopo la sconfitta del fascismo. Rispondendo alle critiche della destra spagnola, la vicepremier dichiara che “senza diritto internazionale, non ci sono diritti umani” e che difenderlo non è una strategia elettorale ma un obbligo, aggiungendo che “oggi c'è un governo che difende la sovranità della Spagna” contro ogni politica di sottomissione. Secondo Diaz, “smantellare le istituzioni e il diritto internazionali non è Realpolitik; è accettare che il mondo funzioni secondo la legge del più forte” e ribadisce con forza che “Trump non governa il mondo”, poiché la diplomazia e il rispetto delle regole “hanno molto più potere di quanto si creda”. Riguardo a possibili ritorsioni economiche di Washington, la vicepresidente chiarisce che “nessun Paese può essere soggetto a un blocco unilaterale” al di fuori del quadro Ue e che Madrid saprà proteggere il proprio settore produttivo. Infine, Diaz non ritiene scomodo l'intervento della Cina a difesa della Spagna poiché “garantire che il commercio non venga utilizzato come strumento di pressione non è mai scomodo”, concludendo che “o l’Europa si sveglia, o cesserà di essere un attore rilevante in questo mondo multipolare” e rivendicando con orgoglio che il suo governo “è sempre stato dalla parte giusta della storia”. (5 mar - red)
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