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ENERGIA, URSO: COSI’
FERMIAMO SPECULAZIONI

ENERGIA, URSO: COSI’ <BR> FERMIAMO SPECULAZIONI

“Nessuna tregua a chi specula”, “a differenza di quanto accadde quattro anni fa, oggi abbiamo strumenti più efficaci per contrastare la speculazione e stroncare la spirale inflattiva che allora falcidiò il potere d’acquisto delle famiglie”. Lo afferma Adolfo Urso, ministro delle Imprese e del Made in Italy, in una intervista a La Stampa, in merito all’aumento dei prezzi energetici. Grazie al monitoraggio sulla rete di distribuzione e sull’intera catena del valore, spiega, è possibile “intervenire attivando, ove necessario, la Guardia di Finanza e gli altri organi di controllo” ed “il Comitato di allerta rapida è stato attivato prontamente già una settimana fa e abbiamo realizzato una task force operativa in raccordo con la GdF”. Riguardo al caro carburanti, Urso sottolinea che “abbiamo anche previsto la possibilità di attivare l’accisa mobile, ove la crescita superasse il parametro indicato nella precedente Nadef, al fine di utilizzare le maggiori risorse dell’Iva per tagliare l’accisa o per compensare direttamente consumatori e imprese” e assicura che il governo intende “intervenire in tempo per ridurre, per quanto possibile, eventuali impatti su famiglie e imprese”. Sul fronte degli extraprofitti, il ministro chiarisce che “se emergessero fenomeni speculativi, siamo pronti a reagire anche con una tassazione compensativa” mentre sulla questione energetica europea propone la sospensione degli Ets poiché “ciò comporterebbe una riduzione immediata di 25/30 euro a megawattora”. Occorre inoltre “finalizzare subito l’accordo di libero scambio con gli Emirati e, se possibile, anche quello con il Consiglio di cooperazione del Golfo” dichiara il ministro sottolineando che “non c’è tempo da perdere”. “Dobbiamo fare in fretta, perché la guerra circonda l’Europa” afferma e sostienee che l’Europa deve cambiare paradigma perché “dobbiamo prendere atto della realtà, o diventeremo irrilevanti, alla mercé degli altri e delle loro decisioni”. Il ministro spiega che agire in questo momento “significa dare un grande segnale a quei Paesi che stanno pagando un costo altissimo per le ritorsioni iraniane e un riscontro immediato per le nostre imprese, che saranno avvantaggiate quando il conflitto si esaurirà”. Urso evidenzia la necessità di un legame più stretto con l’area del Golfo “nella prospettiva di crescere insieme”, rimarcando che gli Emirati arabi rappresentano uno sbocco fondamentale per il Made in Italy attualmente a rischio a causa dello scenario di guerra. Secondo il ministro, l’Europa deve reagire con rapidità poiché “deve cambiare paradigma, subito, deve far da sé, garantendo la propria autonomia strategica per quanto riguarda l’energia e le materie prime critiche, ma anche per quanto riguarda la Difesa e lo Spazio, le nuove frontiere della tecnologia, a cominciare dall’Ai e dal Quantum”. (9 mar - red)

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