L’Italia si gode un momento di fiducia economica e politica, ma dietro i numeri positivi si nascondono fragilità strutturali. Lo sottolinea il Times, che collega - nell'articolo pubblicato oggi dal titolo "Giorgia Meloni gets Italy working again — but job is not yet done" - simbolicamente la vittoria dell’Italia sull’Inghilterra nel Sei Nazioni al clima di ritrovato ottimismo economico. Secondo il quotidiano britannico, "le vittorie sportive spesso arrivano quando le nazioni sono in piena espansione", e la prima vittoria italiana contro l’Inghilterra nel torneo "sembrava parte di una tendenza". L’Italia, osserva il Times, festeggia "la disoccupazione scesa al 5,1%, il livello più basso dal 2004, e inferiore al 5,2% della Gran Bretagna"; inoltre, "lo scorso anno il PIL pro capite dell’Italia, corretto per il costo della vita, ha superato quello della Gran Bretagna". A questo si aggiunge la maggiore stabilità politica del governo guidato da Meloni rispetto ai recenti cambi di leadership nel Regno Unito. In questo contesto, scrive il quotidiano londinese, gli italiani sono tornati a evocare "Il Sorpasso", espressione resa celebre dall’omonimo film del 1962 e già utilizzata quando "l’economia italiana superò quella britannica alla fine degli anni ’80".
Il Times ricorda anche il riconoscimento internazionale ricevuto dalla premier italiana. Nel fine settimana, infatti, il presidente statunitense Donald Trump l’ha lodata - in una conversazione telefonica con il Corriere della Sera - affermando che "cerca sempre di aiutare, è una grande leader e una mia amica", parole che il quotidiano contrappone ai tonio assai diversi con i quali Trump si rivolge al premier britannico Keir Starmer. Nonostante l’ottimismo, molti economisti citati dal Times invitano però alla prudenza, tra questi Francesco Seghezzi, direttore del think tank Adapt, secondo il quale i dati sulla disoccupazione "nascondono debolezze dell’economia". In particolare, osserva, "dovremmo considerare il numero di persone che non cercano lavoro in Italia e che non si registrano come disoccupate", pari al "33,9%, molto più alto del 20,8% del Regno Unito". La stessa Meloni ha difeso l’andamento del mercato del lavoro, sottolineando l’aumento degli occupati fino a circa il 62% e affermando che "il dato più significativo per giudicare lo stato dell’economia reale è l’occupazione. E i dati sull’occupazione sono oggettivamente incoraggianti". Tuttavia, ricorda il Times, il tasso di occupazione resta inferiore a quello britannico: circa il 62% contro il 75%. Il quotidiano cita anche l’economista dell’OCSE Andrea Garnero, secondo il quale "il mercato del lavoro italiano è ancora fortemente caratterizzato da una scarsa partecipazione, soprattutto tra le donne" e presenta "uno dei più ampi divari occupazionali di genere nell’UE". Nonostante i progressi rivendicati dal governo, l’occupazione femminile in Italia resta al 53,3%, ben sotto la media europea. Dietro la crescita dell’occupazione, analizza il Times, ci sono diversi fattori: i lavori edili alimentati dai sussidi pubblici introdotti prima del governo Meloni, i fondi europei post-Covid e l’aumento della domanda nei servizi sanitari e assistenziali legati all’invecchiamento della popolazione. Secondo Carlo Altomonte, professore alla Università Bocconi citato dal Times, "il mercato del lavoro diventa più stretto quando ci sono meno persone", e oggi "le persone che ora trovano lavoro hanno circa 50 anni". Infine, Pietro Reichlin, economista presso l'Università Luiss di Roma, spiega al giornale britannico che "i bassi salari sono causati dalla bassa crescita della produttività. In Italia ci sono molte piccole aziende low-tech che pagano salari più bassi rispetto alle grandi aziende high-tech", aggiungendo che "i problemi dell'Italia sono strutturali, mentre quelli del Regno Unito sono ciclici".
(9 MAR / Lam)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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