La guerra tra Iran, Israele e Stati Uniti entra nel decimo giorno con un conflitto che continua ad allargarsi al Medio Oriente e coinvolge sempre più direttamente l’area del Mediterraneo e alcuni Paesi europei. Nelle ultime ore un missile balistico lanciato dall’Iran è stato intercettato dalle difese della Nato sopra la Turchia, mentre l’Europa rafforza la propria presenza militare nella regione e valuta nuove iniziative di sicurezza. Secondo quanto riferito dal ministero della Difesa turco, il missile iraniano è stato distrutto sopra il territorio turco dopo essere stato lanciato verso l’est del Mar Mediterraneo. Alcuni frammenti sono caduti nella provincia di Gaziantep, nel sud-est del Paese, senza provocare feriti. L’episodio arriva mentre la guerra si estende progressivamente alla regione del Golfo. L’Arabia Saudita ha accusato Teheran di non rispettare le dichiarazioni del presidente Masoud Pezeshkian, che la scorsa settimana aveva assicurato che l’Iran avrebbe cessato di colpire i Paesi vicini se gli attacchi contro il territorio iraniano non fossero partiti da quei Paesi. Secondo Riad, i nuovi raid dimostrano che quelle affermazioni non trovano riscontro “nei fatti” e rappresentano un’ulteriore escalation.
Negli Emirati Arabi Uniti il ministero della Difesa ha riferito che nella giornata di oggi sono stati rilevati 15 missili balistici e 18 droni diretti verso il Paese. I sistemi di difesa aerea sono riusciti a intercettare i vettori, ma ad Abu Dhabi due persone sono rimaste ferite a causa della caduta di detriti dopo le operazioni di abbattimento. Anche il Qatar ha denunciato nuovi attacchi. Le forze armate di Doha hanno dichiarato di aver intercettato nel pomeriggio un ulteriore missile e hanno precisato che, nel corso della giornata, i sistemi di difesa hanno abbattuto complessivamente 17 missili balistici e sei droni provenienti dall’Iran. Allarmi aerei sono stati segnalati anche in Bahrein, dove il ministero dell’Interno ha invitato i residenti a dirigersi verso il “luogo sicuro più vicino”. Video diffusi sui social media e geolocalizzati mostrano un vasto incendio con colonne di fumo provenienti da un’area industriale nella città di Riffa che ospita infrastrutture della compagnia petrolifera nazionale Bapco.
Nel frattempo, cresce anche l’attenzione europea sugli sviluppi del conflitto. In visita a Cipro insieme al primo ministro greco Kyriakos Mitsotakis, il presidente francese Emmanuel Macron ha collegato direttamente la sicurezza dell’isola alla sicurezza dell’Europa. “Quando Cipro viene attaccata è l’Europa ad essere attaccata”, ha dichiarato Macron, aggiungendo che “la difesa di Cipro è ovviamente una questione chiave per il vostro Paese, per i vostri vicini, partner e amici, la Grecia, ma anche la Francia e con essa l’Unione europea”. Il presidente francese ha sottolineato che la sicurezza della regione riguarda l’intero continente. “La sicurezza di tutti gli europei è il nostro interesse comune”, ha scritto in un messaggio pubblicato su X durante la visita a Nicosia. Parigi ha già rafforzato la propria presenza militare nell’area dispiegando la fregata Languedoc e un’unità di difesa aerea Mistral. Macron ha inoltre annunciato che si recherà a bordo della portaerei Charles de Gaulle, che opera nel Mediterraneo orientale insieme alle unità navali di supporto, per una valutazione della situazione operativa. L’inquilino dell’Eliseo ha inoltre spiegato che la Francia sta lavorando con i partner europei a una missione “puramente difensiva” per riaprire lo stretto di Hormuz e scortare le navi commerciali e petrolifere dopo la fine della fase più intensa del conflitto.
Macron ha anche annunciato un rafforzamento del contributo francese alle missioni europee nella regione. Parigi contribuirà “nel lungo periodo” con “due fregate” all’operazione Aspides istituita dall’Unione europea nel 2024 nel Mar Rosso per proteggere il traffico commerciale. Nel complesso, ha spiegato il presidente francese, la presenza militare francese nell’area mobiliterà “otto fregate, due portaelicotteri anfibi e la nostra portaerei Charles de Gaulle”. Durante la visita a Nicosia, il presidente cipriota Nikos Christodoulides ha ringraziato Francia, Grecia, Italia e Spagna per il sostegno militare e diplomatico offerto all’isola. “Ciò che sta accadendo in Medio Oriente ha un impatto diretto sull’Europa. Incide sul nostro futuro europeo collettivo”, ha dichiarato. Il lancio del missile verso la Turchia ha provocato anche reazioni politiche a Roma. Il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani ha invitato alla prudenza ed escluso, al momento, l’attivazione dell’articolo 5 della Nato. “Vedremo che cosa diranno i turchi, ma bisogna sempre essere molto prudenti ed evitare una escalation”, ha dichiarato Tajani, esprimendo “solidarietà alla Turchia” ma aggiungendo che “non credo che ora ci siano le ragioni per l’applicazione dell’Articolo 5”. Il ministro ha inoltre ricordato che l’Italia è già intervenuta a sostegno di Cipro e ha sottolineato la necessità di muoversi con cautela per evitare un ulteriore aggravamento della crisi. “Cerchiamo di muoverci con grande circospezione proprio per evitare l’escalation”, ha affermato. (9 MAR - alp)
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