Roma, 13 mar – Rivendicare che anche il racconto della storia non è neutro. Con questo obiettivo la deputata del Movimento 5 Stelle Gilda Sportiello ha promosso alla Camera dei deputati l’evento e spettacolo “Madri d’Europa”, ospitato nell’Aula dei Gruppi parlamentari nell’ambito delle iniziative legate all’8 marzo, giornata di lotta e rivendicazione dei diritti delle donne. L’iniziativa nasce per riportare al centro della memoria pubblica le figure femminili che hanno contribuito alla costruzione dell’Europa e delle sue istituzioni ma che, troppo spesso, sono rimaste ai margini della narrazione storica: da Sophie Scholl a Ursula Hirschmann, passando per Éliane Vogel-Polsky, Louise Weiss, Simone Veil. “Stamattina abbiamo raccontato le storie delle donne che hanno costruito l’Europa – spiega Sportiello – e che hanno immaginato un’Europa come spazio di pace, come luogo in cui rivendicare e far avanzare i diritti”. Secondo la parlamentare M5S, restituire visibilità a queste protagoniste è anche una scelta politica. “Abbiamo rivendicato il fatto che non esiste una gerarchia tra le rivendicazioni di diritti – afferma – e che ricordare il contributo delle donne alla storia europea è un atto di giustizia e un modo per rafforzare il progetto politico della pace”. Lo spettacolo “Madri d’Europa”, scritto e interpretato da Alessandra Evangelisti con le musiche dal vivo di Serena Sansoni e testi curati insieme a Federica Chiusole, ha dato voce a diverse figure femminili che hanno contribuito alla costruzione dell’Europa contemporanea. Un racconto che intreccia storia, memoria e attualità. “È stata un’occasione molto partecipata – sottolinea Sportiello – con un’aula piena di giovani, ragazzi e ragazze ma non solo. Un’aula che dà grande ottimismo”. Per la deputata, le storie di queste donne rappresentano anche una lezione per il presente. “In momenti in cui il Novecento era attraversato da regimi e da guerre che hanno sconvolto e continuano a sconvolgere l’animo umano, loro hanno saputo immaginare un’alternativa e costruire uno spazio diverso. Hanno saputo immaginare la pace e l’hanno costruita”. Un messaggio che, conclude Sportiello, resta particolarmente attuale: “Il progetto politico della pace è un progetto che va rinnovato, costruito e portato avanti. Se oggi queste battaglie continuano a camminare nelle nostre gambe è anche grazie alle donne che le hanno immaginate e realizzate prima di noi. Ed è questo che dobbiamo ricordare, soprattutto oggi”.
(PO / Sis)
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