Oggi è il diciassettesimo giorno di conflitto tra l’alleanza israelo-americana e l’Iran, una guerra in cui si sta ormai assistendo all’attacco frontale ai centri nevralgici della Repubblica Islamica e – per riposta, dall’altra parte del fronte – a quelli delle monarchie del Golfo, con un coinvolgimento diretto di assetti militari europei che aggrava il quadro internazionale.
OBIETTIVO ITALIANO COLPITO IN KUWAIT. La giornata di ieri è stata segnata da un grave incidente che ha coinvolto direttamente il contingente italiano. Dopo l'attacco subito nelle settimane scorse a Erbil, in Iraq, un nuovo obiettivo controllato dalle nostre forze armate è finito nel mirino delle milizie filoiraniane. Un drone d'attacco è riuscito a eludere lo scudo della contraerea in Kuwait, colpendo un hangar militare. L'esplosione ha causato la distruzione totale di un MQ-9 Reaper (Predator-B) dell'Aeronautica Militare italiana. Sebbene non si registrino vittime tra il personale, la perdita dell'assetto tecnologico rappresenta un colpo durissimo alla capacità di monitoraggio dell'area. Le milizie operanti nella regione hanno rivendicato l'azione come risposta al supporto logistico fornito alle operazioni alleate.
NOTTE DI FIAMME SU TEHERAN: L’ATTACCO AL CUORE DELL’IRAN. Nelle prime ore di oggi, lunedì 16 marzo, la capitale iraniana ha subito i bombardamenti più violenti dall'inizio delle ostilità. Testimoni oculari e corrispondenti internazionali hanno riferito di esplosioni a catena che hanno scosso il centro della città. Le Forze di Difesa Israeliane (IDF) hanno confermato ufficialmente l’inizio di una massiccia operazione contro le infrastrutture strategiche della capitale. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno denunciato che i caccia israeliani hanno preso di mira l’aeroporto di Mehrabad, lo scalo principale della città, ora parzialmente fuori uso. Immagini satellitari e video diffusi in rete mostrano imponenti colonne di fumo nero che si levano dal centro e dai quartieri occidentali. Il bilancio umano è drammatico: fonti locali parlano di oltre 1.500 civili deceduti e una crisi umanitaria senza precedenti, con più di tre milioni di sfollati che cercano rifugio lontano dai centri urbani.
EMIRATI E ARABIA SAUDITA: LA DIFESA DEI CIELI. La minaccia si è estesa rapidamente a tutta la penisola arabica. Oggi, il Ministero della Difesa degli Emirati Arabi Uniti ha dichiarato che i propri sistemi di difesa sono in stato di massima allerta per intercettare ondate di missili e droni provenienti dal territorio iraniano. A Dubai, un attacco condotto con droni nelle prime ore di oggi ha colpito un deposito di carburante nei pressi dell'aeroporto internazionale. L'incendio, sebbene circoscritto dai vigili del fuoco, ha costretto la compagnia Emirates alla sospensione totale dei voli. “Le nostre difese aeree stanno attualmente rispondendo alle minacce missilistiche e dei droni provenienti dall'Iran”, ha comunicato ufficialmente il Ministero su X.
Contemporaneamente, l'Arabia Saudita sta affrontando un attacco di saturazione di portata mai così estesa. Dalla mezzanotte di oggi, le batterie saudite hanno abbattuto un totale di 61 droni diretti verso le infrastrutture petrolifere e le città della provincia orientale. Dall'inizio del conflitto il 28 febbraio, si contano oltre 2.000 attacchi contro basi americane, porti e residenze civili nel Golfo.
IL FRONTE LIBANESE: BEIRUT SOTTO ATTACCO. Mentre il Golfo brucia, il fronte nord non concede tregua. Durante la notte di oggi, violenti raid aerei israeliani hanno colpito i sobborghi meridionali di Beirut, distruggendo diversi centri di comando di Hezbollah. L'agenzia NNA ha riportato bombardamenti a tappeto anche in tutto il Libano meridionale e nella Valle della Beqaa. Ieri, le Nazioni Unite hanno denunciato un episodio inquietante: una pattuglia dei caschi blu è stata bersagliata da colpi d'arma da fuoco provenienti da gruppi armati non identificati. Hezbollah, dal canto suo, ha dichiarato di aver condotto 25 attacchi contro Israele nella giornata di ieri e altri 5 nelle prime ore di oggi. Il Ministero della Salute libanese ha aggiornato il bilancio a 850 morti totali, una cifra che cresce di ora in ora sotto la pressione dei nuovi raid.
LE DICHIARAZIONI DEI PROTAGONISTI. Dall’Iran, il portavoce del Ministero degli Esteri ha rilasciato una dichiarazione durissima nelle prime ore di oggi: “Ogni centimetro del nostro territorio sarà difeso e ogni attacco riceverà una risposta sproporzionata”. Dall’altra parte, il comando dell’IDF ha ribadito: “Le operazioni su Teheran sono necessarie per smantellare le rampe di lancio che minacciano la stabilità mondiale. Non ci fermeremo finché la minaccia non sarà neutralizzata”. In Kuwait, il comando alleato sta valutando l'incremento delle contromisure elettroniche dopo la distruzione del Reaper italiano, definendo l'attacco di ieri come "un'inaccettabile violazione dello spazio aereo di un paese sovrano".
(16 MAR – deg)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione