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IRAN, TAJANI: MISSIONI
MILITARI NON CAMBIANO

IRAN, TAJANI: MISSIONI <BR> MILITARI NON CAMBIANO

“La decisione è che le missioni Atlanta e Aspides rimangono con il mandato che hanno. L'auspicio è che si possa rinforzare la presenza di navi militari nel Mar Rosso per aumentare il numero delle fregate che sono già impegnate per garantire la sicurezza del trasporto marittimo attraverso Suez e il Mar Rosso. Senza però cambiare il mandato, quindi senza andare a Hormuz per svolgere operazioni di accompagnamento di petroliere che devono attraversare lo Stretto”. Lo afferma in una intervista al Corriere della Sera il ministro degli Esteri e vicepremier Antonio Tajani ribadendo che “non possiamo infilarci nella guerra” e che l'Italia non intende cambiare posizione nonostante le sollecitazioni internazionali poiché “la missione rimane quella che è”. La linea dell’Italia sulla sicurezza nel Golfo, secondo il ministro, deve passare attraverso il potenziamento di Aspides a cui però “devono partecipare tutti i ventisette Paesi Ue, non solo noi”. Tajani sottolinea che la sicurezza nello Stretto di Hormuz si deve garantire “attraverso un rafforzamento del dialogo. Bisogna fare tutto ciò che è possibile perché si possa parlare tra americani e iraniani per trovare un accordo che garantisca la libertà di navigazione” poiché la “chiusura sostanziale di Hormuz provoca danni non soltanto ai Paesi industriali, ma provoca danni anche ai Paesi più poveri perché il blocco dei fertilizzanti rischia di provocare una crisi alimentare nei prossimi mesi, soprattutto nei Paesi più poveri”.

Inoltre il vicepremier spiega che il mantenimento delle sanzioni su Mosca è necessario “per convincerla a venire a più miti consigli” e “adesso c'è una situazione che ci impedisce di avere un atteggiamento remissivo nei confronti dell'azione russa”. Il ministro chiarisce  la posizione del governo sugli approvvigionamenti energetici affermando che “non siamo per cambiare posizione sull'acquisto di petrolio russo”, pur precisando i confini del coinvolgimento italiano: “Noi non siamo in guerra con la Russia, non abbiamo rotto le relazioni diplomatiche, c'è un'ambasciata d'Italia a Mosca, ci sono 340 imprese italiane che, nel rispetto delle sanzioni, operano lì”. Tajani guarda poi al futuro del conflitto spiegando che “una volta raggiunta la pace si potrà ricominciare a fare quello che si faceva un tempo”, “una volta arrivata la pace comincerà una nuova stagione” e “finita la guerra bisognerà parlare con la Russia che è un grande Paese”. (17 mar - red)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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