Il presidente ucraino, Volodymir Zelensky, fa tappa a Londra, dove oggi incontrerà re Carlo III, il segretario generale della Nato, Mark Rutte, e il premier Keir Starmer, con cui firmerà una partnership di difesa militare contro la minaccia dei droni a basso costo. Di droni Zelensky ha parlato anche con il quotidiano israeliano Jerusalem Post, a cui si è detto sicuro che la Russia abbia aiutato l’Iran nel perfezionamento dei vettori Shahed, che l’Ucraina ha subìto per prima “in modo terribile” e di cui in questi giorni vengono rinvenuti frammenti in diversi luoghi del Medioriente colpiti dalla Repubblica Islamica. Proprio per questo, “sono pronto per un dialogo”, ha detto Zelensky riferendosi al premier israeliano Benjamin Netanyahu: “Lui ha ciò di cui ho bisogno io e io ciò di cui ha bisogno lui”. Le dichiarazioni e gli incontri di Zelensky avvengono nel giorno in cui il presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, e la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, hanno annunciato il sì dell’Ucraina alla collaborazione con l’UE per le riparazioni dell’oleodotto Druzhba. La struttura, danneggiata in seguito a bombardamenti russi nell’area, si trova in territorio ucraino ed è fondamentale per il trasporto di greggio russo a Ungheria e Slovacchia. Proprio la sua riattivazione è da tempo al centro delle richieste del presidente ungherese, Victor Orban, e dello slovacco Robert Fico, che ne hanno fatto la precondizione per sbloccare il prestito da 90 miliardi di euro da erogare all’Ucraina, approvato dal Parlamento europeo ma finora paralizzato dal veto dei due leader. Per molte settimane lo stesso Zelensky aveva accusato l’UE di “ricatto”, sostenendo che la riapertura dell’oleodotto avrebbe rappresentato per Mosca una fonte di finanziamento per la guerra. Oggi il leader ucraino è tornato a respingere come “infondate” le accuse secondo cui Kiev starebbe ostacolando il transito del petrolio attraverso Druzhba e a ribadire che le interruzioni sono dovute ai “recenti attacchi terroristici russi” contro l’infrastruttura. Adesso, prosegue Zelensky, ci vorranno circa sei settimane per ripristinarne la capacità tecnica “in assenza di ulteriori attacchi russi”. (17 mar-mol)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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