Roma, 17 mar - "La persona deve essere messa al centro e il lavoro deve tornare a una dimensione umana, perché oggi assistiamo a una vera e propria mercificazione dei lavoratori e delle lavoratrici". Lo ha detto la deputata del Movimento 5 Stelle, Valentina Barzotti, a margine della conferenza stampa “Le persone al centro” sulla sicurezza sul lavoro. Barzotti ha denunciato una situazione che definisce ormai strutturale, fatta di sfruttamento diffuso e di una crescente trascuratezza per la salute, sia fisica che mentale, nei luoghi di lavoro. "I dati parlano chiaro: c'è un aumento impressionante delle malattie professionali, degli infortuni in itinere e delle morti in itinere, cioè quelle che avvengono nel tragitto tra casa e lavoro", ha spiegato, sottolineando come questi numeri rappresentino, a suo giudizio, il fallimento delle politiche messe in campo dall’attuale governo. Secondo l’esponente pentastellata, infatti, gli interventi adottati finora sarebbero "interventi di palazzo, totalmente burocratici", incapaci di incidere sulla realtà concreta del mondo del lavoro. Da qui la proposta di legge del M5S, che punta invece su un approccio "partecipato e verificabile", a partire dal rafforzamento del ruolo dei rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza. Nel merito, Barzotti ha illustrato alcune delle misure cardine: dalla riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario all’introduzione del salario minimo per legge, fino al riconoscimento del diritto al lavoro da remoto. "Interventi che inciderebbero direttamente sulla qualità della vita delle persone e anche sulla sicurezza, riducendo significativamente gli infortuni legati agli spostamenti casa-lavoro", ha aggiunto. Infine, la deputata ha voluto rimarcare il senso più profondo della proposta: "Così il lavoro non è più sostenibile. Stiamo perdendo il senso del lavoro come fonte di dignità e come mezzo di espressione della persona". Un deterioramento delle condizioni materiali che, ha concluso, si riflette anche sul piano sociale: "Ormai, con gli stipendi attuali, c’è chi non può permettersi neanche un quinto di un funerale".
(PO / Sis)
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