Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

GUERRA, GIORNO 19
IL MONITO DI TEHERAN

GUERRA, GIORNO 19 <BR> IL MONITO DI TEHERAN

Scocca oggi il diciannovesimo giorno di quello che è ormai un conflitto aperto tra Stati Uniti e Israele e la Repubblica Islamica dell’Iran le cui ripercussioni hanno di fatto già travalicato i confini regionali. Lo ha sottolineato da ultimo anche il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, il quale ha lanciato un duro monito attraverso i propri canali social, evidenziando come la portata di questo scontro sia destinata a colpire l'intera comunità internazionale. Secondo Araghchi, le dimissioni del direttore del Centro nazionale antiterrorismo statunitense di ieri rappresenterebbero il segno tangibile di una crescente frattura interna all'Occidente riguardo alla gestione del conflitto. Il capo della diplomazia di Teheran ha affermato testualmente: “L'ondata di ripercussioni globali è appena iniziata e colpirà tutti, indipendentemente da ricchezza, fede o razza”. Araghchi ha poi aggiunto che “Un numero crescente di voci, tra cui quelle di funzionari europei e statunitensi, afferma che la guerra contro l'Iran è ingiusta. Un maggior numero di membri della comunità internazionale dovrebbe seguire il loro esempio”. Parole che delineano una strategia iraniana volta a isolare diplomaticamente Washington e Gerusalemme, mentre sul campo la violenza continua a crescere d'intensità. 

UCCISO MINISTRO INTELLIGENCE IRANIANO. Non si arresta l’attacco diretto delle forze israelo-americane ai vertici del potere di Teheran. Il ministro della Difesa dello Stato ebraico, Israel Katz, ha ufficializzato l’uccisione del ministro dell’Intelligence iraniano, Esmail Khatib, descrivendolo come il principale responsabile dell'apparato repressivo interno del regime e delle minacce terroristiche esterne. Questa operazione rientra in una nuova e più aggressiva dottrina militare: Katz ha infatti annunciato che, d’accordo con il Primo Ministro Benjamin Netanyahu, l’esercito ha ora piena autorità per eliminare qualsiasi alto funzionario iraniano identificato come obiettivo, senza dover attendere ulteriori autorizzazioni politiche, purché l'azione non comporti gravi danni collaterali. Il ministro ha avvertito che l’intensità degli attacchi in Iran è destinata ad aumentare, promettendo “grandi sorprese” nel corso della giornata sia contro Teheran che contro le postazioni di Hezbollah in Libano. Sul campo, la situazione appare critica. Secondo i media statali iraniani, diverse regioni del Paese, tra cui la capitale Teheran, il Lorestan, Hamadan e il Fars, sono state colpite da raid aerei. L’agenzia di stampa Tasnim ha riferito di un bilancio pesante a Doroud, dove si conterebbero almeno sette morti e decine di feriti a causa di attacchi che avrebbero coinvolto aree residenziali, sebbene fonti internazionali non abbiano ancora potuto verificare indipendentemente queste cifre. Contemporaneamente, la pressione militare si è fatta sentire con forza anche nel Libano orientale, storica roccaforte di Hezbollah. L’Agenzia Nazionale di Stampa libanese ha riportato la morte di otto persone a seguito di incursioni aeree che hanno centrato le località di Baalbek e Yohmor. Testimoni sul posto hanno descritto la distruzione totale di edifici civili nel cuore delle città colpite, confermando la violenza di un’offensiva che sembra ormai non conoscere più confini geografici o diplomatici. 

PIOGGIA DI MISSILI A GRAPPOLO SU TEL AVIV: VITTIME A RAMAT GAN. La notte appena trascorsa sembra aver segnato un drammatico punto di svolta nelle tattiche balistiche iraniane. Poco dopo la mezzanotte italiana, il servizio di emergenza Magen David Adom ha confermato il decesso di due persone a seguito dell'impatto di un missile balistico nel sobborgo di Ramat Gan, nell'area metropolitana di Tel Aviv. L'attacco non è stato un episodio isolato: l'Iran ha ammesso apertamente di aver impiegato munizioni a grappolo, una scelta deliberata per saturare le difese aeree israeliane e massimizzare i danni al suolo. Il Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) ha rivendicato l'operazione come una rappresaglia diretta per l'uccisione dell'alto funzionario della sicurezza Ali Larijani, avvenuta per mano israeliana. Secondo le ricostruzioni, sono stati lanciati vettori del tipo Khorramshahr-4 e Qadr. Video verificati dai network internazionali hanno mostrato chiaramente le testate dividersi in numerose sub-munizioni sopra il cielo di Israele, confermando l'utilizzo di armi progettate per eludere i sistemi Arrow e Iron Dome attraverso la dispersione di proiettili multipli su aree estese.

FRONTE LIBANESE: NUOVI ORDINI DI EVACUAZIONE A TIRO. Parallelamente allo scontro diretto con l'Iran, il fronte settentrionale israeliano rimane incandescente. Nelle prime ore di oggi, l'esercito israeliano (IDF) ha diffuso ordini di evacuazione immediata per diversi villaggi nel Libano meridionale, situati nelle vicinanze della città portuale di Tiro. Il colonnello Avichay Adraee, portavoce in lingua araba dell'IDF, ha comunicato tramite Telegram la necessità per i civili di spostarsi a nord del fiume Zahrani per evitare di rimanere coinvolti nelle operazioni militari imminenti contro le infrastrutture di Hezbollah. L'avviso riguarda specificamente quattro villaggi che, secondo l'intelligence israeliana, verrebbero utilizzati dal gruppo sciita come basi di lancio per attacchi transfrontalieri. La pressione militare in Libano sembra dunque destinata a intensificarsi nelle prossime ore, con l'obiettivo di smantellare i centri di comando che continuano a bersagliare la Galilea nonostante l'impegno bellico israeliano sia attualmente disperso su più fronti.

ATTACCHI NEL GOLFO: ESPLOSIONI A DOHA E DRONI IN ARABIA SAUDITA. Il conflitto si è esteso nelle ultime ore anche ai paesi della penisola arabica. Oggi, il Ministero della Difesa del Qatar ha confermato l'intercettazione di un attacco missilistico diretto contro lo Stato. Testimoni oculari e giornalisti presenti nella capitale, Doha, hanno riferito di aver udito diverse forti esplosioni poco dopo la mezzanotte. Il comunicato ufficiale recita: “Le forze armate hanno intercettato un attacco missilistico diretto contro lo Stato del Qatar”. Sebbene non siano stati segnalati danni strutturali gravi, l'evento segna un coinvolgimento diretto e pericoloso del Qatar nella geografia del conflitto. Situazione analoga in Arabia Saudita e Kuwait. Il Ministero della Difesa saudita ha dichiarato di aver distrutto, tra ieri sera e oggi, un totale di sei droni diretti verso le province orientali del Regno, cuore dell'industria petrolifera. Anche l'esercito kuwaitiano è intervenuto attivamente: in un post pubblicato su X nelle prime ore di oggi, le autorità militari hanno confermato che “Le difese aeree del Kuwait stanno attualmente intercettando attacchi missilistici e con droni ostili”. Questi attacchi coordinati suggeriscono un tentativo delle milizie filo-iraniane di destabilizzare l'intera architettura di sicurezza del Golfo Persico.

ASSALTO ALLE SEDI DIPLOMATICHE: BAGHDAD SOTTO TIRO. L'instabilità ha colpito duramente anche l'Iraq con una serie di attacchi ripetuti contro la presenza statunitense. La sede diplomatica a Baghdad è stata oggetto di un'offensiva prolungata che si è sviluppata in due fasi distinte. Ieri, l'ambasciata è stata bersagliata da quello che è stato descritto come l'attacco più intenso degli ultimi mesi, con l'impiego di razzi e uno sciame di almeno cinque droni; uno di questi è riuscito a penetrare le difese colpendo un edificio interno e causando un vasto incendio. La violenza è proseguita anche nelle prime ore di oggi. Fonti di sicurezza hanno confermato che un nuovo attacco con droni ha preso di mira l'ambasciata poco dopo la mezzanotte, attivando nuovamente le sirene d'allarme nella Zona Verde e scuotendo la capitale con forti esplosioni. Al momento non si registrano vittime tra il personale, ma la continuità degli assalti tra ieri e oggi evidenzia un coordinamento sistematico volto a rendere insostenibile la permanenza diplomatica statunitense nel Paese.

ALLARME NUCLEARE A BUSHEHR E LA RISPOSTA DEL PENTAGONO. Uno degli sviluppi più inquietanti riguarda il complesso nucleare iraniano di Bushehr. L'Agenzia Internazionale per l'Energia Atomica (AIEA) ha ricevuto una segnalazione ufficiale da Teheran riguardante un impatto avvenuto durante i raid israelo-americani condotti nella serata di ieri. L'Agenzia ha dichiarato: “L'AIEA è stata informata dall'Iran che un proiettile ha colpito la centrale nucleare di Bushehr martedì sera”. In risposta a queste gravi accuse, il Pentagono ha rilasciato una nota ufficiale nelle prime ore di oggi. Un portavoce della Difesa statunitense ha smentito qualsiasi intenzione di colpire siti nucleari, dichiarando: “Le operazioni condotte dalle forze degli Stati Uniti nella regione sono dirette esclusivamente contro capacità militari convenzionali utilizzate per minacciare il personale americano e i nostri alleati. Non abbiamo preso di mira l'impianto di Bushehr”. Il Pentagono ha inoltre aggiunto che “qualsiasi accusa contraria è parte di una campagna di disinformazione volta a distogliere l'attenzione dalle aggressioni iraniane nella regione”. Nonostante queste rassicurazioni, il direttore generale dell'AIEA, Rafael Mariano Grossi, ha ribadito il suo “appello alla massima moderazione durante il conflitto per prevenire il rischio di un incidente nucleare”. (18 MAR / deg)

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero