Il 2025 segna una fase di consolidamento del mercato immobiliare italiano, come sottolinea il report FIAIP Monitora Italia, realizzato in collaborazione con ENEA e I-Com e presentato ieri al Senato: l’aumento delle compravendite residenziali complessive conferma una domanda abitativa ancora solida, mentre cresce anche l’interesse per l’acquisto di immobili destinati all’investimento e alle seconde case. Un dato, quest’ultimo, che conferma la ripresa dei volumi di scambio, sostenuta dal miglioramento del clima di fiducia delle famiglie: alla base di questo vi sono il consistente ridimensionamento dell’inflazione e, ancor di più, l’inversione di tendenza della politica monetaria della BCE, che ha alimentato la fiducia nel mercato e facilitato l’accesso al credito, in particolare per i mutui prima casa (+10%) anche grazie alla conferma del Fondo di Garanzia Consap, per determinate fasce sociali. La tipologia immobiliare più compravenduta resta il trilocale usato in zona semicentrale, a dimostrazione di come stia tornando predominante l’acquisto di abitazioni “da vivere”, ma con dimensioni non troppo grandi visto il progressivo calo demografico. Tra le principali città italiane si registrano aumenti dei valori immobiliari che superano la media nazionale del 2,2% a Roma, Napoli, Firenze, Torino e Milano, confermando il dinamismo delle aree metropolitane a forte vocazione turistica, universitaria e lavorativa.
CANONI IN AUMENTO. Nel 2025 i canoni medi aumentano del +7%, mentre cresce il numero dei contratti del +3%. La domanda si concentra soprattutto su bilocali e trilocali in zone centrali e semicentrali, con una crescente diffusione dei contratti a canone concordato, che registrano un aumento del +8% su base annua. Secondo il report il mercato locativo sta vivendo una trasformazione strutturale: crescono le locazioni brevi e transitorie, i contratti per studenti e le formule agevolate, mentre risultano più in difficoltà le locazioni ordinarie di lungo periodo. Il rapporto evidenzia inoltre come alcune città italiane presentino livelli particolarmente elevati di redditività da locazione: tra i principali mercati urbani Genova (+7,5%) e Palermo (+7%) registrano rendimenti lordi superiori al 7%, seguite da Verona e Bari con valori intorno al 6,5%, a conferma del crescente interesse degli investitori verso il residenziale destinato alla locazione.
Un rimbalzo significativo, dopo diversi segni meno, emerge anche per il comparto non residenziale: nell’ultimo trimestre del 2025 si registrano infatti dati positivi nelle compravendite di negozi (+4,2%), uffici (+5,6%) e capannoni (+4,9%), che portano ad un risultato complessivo nel 2025 rispetto all’anno precedente di + 7,4% (negozi), +3,3% (uffici) e +3,65% (capannoni). Si tratta di un segnale importante, poiché mostra come la ripresa non riguardi soltanto il mercato abitativo ma interessi anche segmenti strettamente collegati alla vitalità economica, alla produzione e ai servizi. Accanto ai segnali positivi del mercato, però, emergono nuove criticità sociali: aumenta la cosiddetta “fascia grigia” dell’abitare, composta da famiglie, giovani coppie e lavoratori che non riescono ad accedere né al mercato libero né all’edilizia pubblica. La domanda abitativa si concentra sempre di più nelle grandi città e nelle aree urbane con maggiore dinamismo economico e occupazionale, mentre molti territori periferici rischiano una progressiva riduzione della domanda e una minore capacità di attrazione residenziale. (18 MAR - sio)
(© 9Colonne - citare la fonte)




amministrazione