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IRAN: TRUMP PENSA
ALL'INCURSIONE NAVALE

   IRAN: TRUMP PENSA <br> ALL'INCURSIONE NAVALE

 Il fuoco di Israele e Stati Uniti non ha risparmiato l'Iran neanche nel giorno del capodanno persiano (Nawruz), proseguendo così l'opera di messa alle strette della Repubblica islamica sotto i profili militare ed economico. Sia il Corpo delle Guardie della Rivoluzione islamica (IRGC), sia le forze di difesa israeliane hanno annunciato il decesso del portavoce dei pasdaran Ali Mohammad Naini. Sembra concretizzarsi sempre di più la promessa di Israele di far cadere ogni figura di rilievo del regime di Teheran, che però non indietreggia e risponde con i missili, ma non solo. Il ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha sentito al telefono la sua omologa britannica Yvette Cooper, a cui ha espresso il suo giudizio rispetto a un atteggiamento "negativo" del Regno Unito e di "alcuni Paesi europei" nei confronti di una "palese aggressione" di Stati Uniti e Israele che "viola il diritto internazionale". Araghchi ha quindi messo in guardia tali Paesi dal fornire il sostegno agli aggressori. "Tali azioni non faranno altro che aggravare la situazione", ha affermato, per poi dichiarare: "Abbiamo rispettato la sovranità dei Paesi vicini e non avevamo intenzione di attaccarli, ma purtroppo le basi americane da cui veniamo attaccati si trovano sul loro territorio". Il generale di brigata Abolfazl Shekarchi, portavoce delle forze armate iraniane, ha dichiarato che i loro attacchi non diminuiranno, anzi: "D'ora in poi, in base alle informazioni di cui disponiamo, nemmeno i luoghi di svago e turistici di tutto il mondo saranno sicuri per voi", ha annunciato, riferendosi a "funzionari, comandanti, piloti e soldati nemici" sotto osservazione dalle autorità iraniane. In tale contesto il presidente degli Stati Uniti Donald Trump pensa a una mossa che, considerate le opzioni finora sul tavolo, non incontra il favore della diplomazia: secondo quattro fonti ascoltate da Axios l'amministrazione statunitense starebbe valutando la possibilità di occupare o imporre un blocco sull'isola iraniana di Kharg, strategica per il passaggio di greggio. Una soluzione che esporrebbe ulteriormente i soldati americani a degli scontri diretti, che tuttavia va nella stessa direzione della decisione del Pentagono di schierare in Medio Oriente i Marines per operazioni costiere o di messa in sicurezza di punti nevralgici. Il petrolio rimane quindi un elemento di alta rilevanza nell'andamento della guerra e, a questo proposito, l'AIE (Agenzia internazionale per l'energia) ha proposto ai vari Paesi una serie di misure per ridurre il consumo di carburante, in una fase di "grave crisi energetica": tra queste figurano l'abbassamento dei limiti di velocità sulle autostrade di 10 chilometri orari e l'incoraggiamento all'uso del trasporto pubblico e del lavoro da casa, dove possibile. Le forze di difesa israeliane questa mattina hanno iniziato a colpire "obiettivi" iraniani nella zona di Nur, a est di Teheran, mentre la Repubblica islamica ha lanciato missili verso il sud e il centro di Israele. Sebbene Trump avesse previsto una guerra rapida nel Golfo gli sviluppi tendono a smentire costantemente questo piano: il protrarsi delle ostilità ha spinto la Svizzera a negare l'autorizzazione per l'esportazione di materiale bellico verso gli Stati Uniti, mentre da Teheran il colpo ricevuto ieri da un caccia F-35 americano è stato interpretato come una rottura della narrazione di Washington riguardo le sue disponibilità militari: "L'F-35 non era solo un aereo da caccia, ma una statua dell'invincibilità e dell'arroganza dell'esercito statunitense", ha affermato Mohammad Bagher Ghalibaf, presidente del parlamento iraniano, in un post su X. Il Medio Oriente e il mondo islamico osserva quindi la fine del Ramadan in una condizione di assoluta precarietà e in un messaggio del presidente turco Recep Tayyip Erdogan, relativo alla festa di chiusura del mese di digiuno religioso, si ricordano le decine di migliaia di morti causate da Israele che "pagherà il prezzo" delle sue azioni. (sio)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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