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direttore Paolo Pagliaro

Acqua, Marinali (Utilitalia): Senza dati settore non si governa, richiamo a operatori piccoli

Roma, 20 mar - "Il mondo si governa solo con i dati. È finito il tempo degli interventi estemporanei." Lo ha detto Barbara Marinali, Vice Presidente Vicario di Utilitalia, intervenendo alla presentazione del Blue Book 2026 sul servizio idrico integrato in Italia, il rapporto annuale della Fondazione Utilitatis. Marinali ha inquadrato il momento attuale come "un punto di svolta molto importante per il settore", segnato dalla fine dei fondi del PNRR che hanno sostenuto l'accelerazione degli investimenti negli ultimi anni. "Gli investimenti devono mantenersi anche per il futuro su livelli adeguati", ha avvertito, per far fronte alle sfide del cambiamento climatico e al contrasto agli inquinanti emergenti. Il richiamo più diretto è stato rivolto agli operatori del settore, in particolare ai più piccoli: "È un richiamo forte a rispondere ai nostri appelli, anche ripetuti, di fornire dati. Solo attraverso i dati si governa il settore, si riesce a predire, si riesce a investire, si riesce a partecipare attivamente anche in Europa." Senza una raccolta sistematica di informazioni da parte di tutti i gestori, ha sottolineato Marinali, "la credibilità e la nostra capacità di agire efficacemente per gestire la risorsa più critica di cui disponiamo è destinata a essere totalmente inefficace." Sul piano strategico, la dirigente di Utilitalia ha ribadito la specificità dell'acqua rispetto alle altre risorse: "L'acqua ha una criticità in più che, dal mio punto di vista, può essere anche un'opportunità. L'acqua non può essere sostituita: è l'unico fattore della produzione insostituibile, a differenza di quello che può avvenire per le altre risorse energetiche." Un elemento che, secondo Marinali, dovrebbe conferire al tema idrico un rilievo politico comparabile – se non superiore – a quello che l'energia occupa ormai stabilmente nell'agenda pubblica. Il Blue Book 2026, presentato oggi, fotografa un settore che ha raggiunto un picco di investimenti nel biennio 2025-2026 grazie al PNRR, con una spesa media di 90 euro per abitante l'anno, ma che dovrà affrontare nei prossimi anni la doppia sfida della sostenibilità finanziaria e del recupero infrastrutturale, con reti che perdono mediamente il 37,9% dell'acqua immessa e un tasso di riutilizzo delle acque reflue fermo al 3,4% a fronte di un potenziale del 13%.

(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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