Giorgia Meloni blinda Delmastro. Nel punto stampa in tarda serata al termine del Consiglio europeo, la premier esclude le dimissioni del sottosegretario alla Giustizia, dopo che il Fatto quotidiano ha messo in luce che fino a poche settimane fa Delmastro possedeva alcune quote di una società insieme, tra gli altri, alla figlia di una persona ora in carcere. "Le opposizioni chiedono anche le mie dimissioni - ha affermato Meloni - dopodiché sul caso Delmastro leggo che la segretaria Schlein apprende dalla stampa che io sapevo questa cosa da un mese, il che mi diverte moltissimo perché io scopro la vicenda Delmastro dalla stampa, e scopro dalla Schlein che l'ha letto sulla stampa che lo sapevo da un mese. E certo ci dovremmo interrogare su un certo modo di fare giornalismo, atteso che io l'ho appreso dalla stampa e certo non lo potevo sapere. Non so cosa abbia letto Elly Schlein ma sicuramente ha letto una fake news". "Andando nel merito della vicenda - aggiunge la premier - a Delmastro viene contestato di aver preso delle quote in un ristorante con dei soci incensurati, e di aver, nel momento in cui ha scoperto che non uno dei soci ma il padre di uno dei soci aveva dei problemi con la giustizia, venduto quelle quote. Quello che si può dire al sottosegretario Delmastro è che forse avrebbe dovuto essere più accorto, ma da questo a segnalare una contiguità tra il sottosegretario, che è un signore che sta sotto scorta per il suo lavoro contro la criminalità organizzata, con ambienti criminali, francamente ce ne passa". Ma la polemica, tra l'altro nell'imminenza del referendum sulla giustizia, non si placa. "Abbiamo depositato sia alla Camera che al Senato una mozione di censura per chiedere a Giorgia Meloni di revocare subito le deleghe al sottosegretario alla Giustizia Andrea Delmastro. Siamo davanti a un fatto enorme, politicamente indecente: per quale motivo Delmastro è entrato in affari con la figlia diciottenne di Caroccia, condannato in via definitiva nel febbraio 2026 come prestanome del clan Senese?" così i capigruppo M5S al Senato ed alla Camera
Luca Pirondini e Riccardo Ricciardi, che aggiungono: "Delmastro aveva sostenuto di essersi disfatto delle proprie partecipazioni non appena emersa la connessione con Caroccia, cercando così di mostrarsi distante da quella vicenda. Ma Il Domani ha pubblicato una foto che contraddice le sue parole: a gennaio di quest’anno era ancora presente in quel locale. Fin qui Meloni, invece di pretendere chiarezza, minimizza. Dice che ‘poteva stare più attento’. Ma adesso questo non basta più. Non basta quando si ha un ruolo di governo. Non basta quando si parla del sottosegretario alla Giustizia". "Adesso basta! Apprendiamo da una fotografia pubblicata dal quotidiano Il Domani che il sottosegretario Delmastro delle Vedove sarebbe tornato nel locale di Mauro Caroccia, per giunta con un gruppo di appartenenti alla polizia penitenziaria, alla fine di gennaio 2026. E cioè dopo la condanna in appello del Caroccia e dopo aver dichiarato di aver preso le distanze dal locale e dalla famiglia Caroccia! A questo punto presidente Meloni non si tratta di poca accortezza. Trovi il tempo fra una apparizione tv e una social, di spiegare agli italiani cosa realmente è successo e perché il sottosegretario ha agito in questo modo e se lei ne era informata. Ci dica come stanno realmente le cose. E soprattutto lo faccia prima di domenica perché gli italiani iniziano legittimamente a pensare che dietro questa riforma scritta anche dal sottosegretario, ci sia la volontà di ridurre i controlli sul governo da parte della magistratura. E a quel tavolo in altro momento, come ci informa Il Fatto quotidiano, si è seduta anche la capo di gabinetto del ministro Nordio, Giusi Bartolozzi, un’altra che ha redatto la riforma e che dice che la magistratura va tolta di mezzo" afferma in una nota Debora Serracchiani, responsabile Giustizia nella segreteria nazionale del Pd. (Roc)
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