Nonostante l’imposizione dei dazi da parte dell’amministrazione statunitense, nel 2025 l’interscambio commerciale dell’Italia con il resto del mondo ha registrato un surplus pari a 50,7 miliardi di euro. Le esportazioni di beni in valore sono cresciute del 3,3 per cento, le importazioni del 3,1 per cento. È quanto emerge dalla quattordicesima edizione del “Rapporto sulla competitività dei settori produttivi 2026” dell’Istat. L’edizione di quest’anno ha come obiettivo l’analisi del posizionamento dell’economia, dei settori e delle imprese italiane nell’attuale scenario internazionale, caratterizzato dalle restrizioni al commercio imposte dall’amministrazione statunitense. Secondo il Rapporto, i flussi hanno evidenziato dinamiche differenziate per aree di destinazione e di origine: le esportazioni sono risultate più vivaci per i Paesi Ue (+4,2 per cento), meno per quelli extra-Ue (+2,4 per cento); tendenza opposta per le importazioni, con gli acquisti dall’area extra-Ue che hanno registrato un aumento più ampio (+3,4 per cento) rispetto a quelli dall’Ue (+2,9 per cento).
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