Il question time che ha riguardato il Ministro della Giustizia Carlo Nordio è stato, com’era prevedibile, il più burrascoso, all’indomani del terremoto politico che ha riguardato il dicastero di Via Arenula, con le dimissioni del sottosegretario Del Mastro e del Capo di Gabinetto Bartolozzi. Al centro dell’intervento di Nordio nel question time alla Camera si sono quindi intrecciati i temi politici legati alle continue e pressanti richieste da parte di esponenti delle opposizioni delle sue dimissioni e al referendum e, solo alla fine, ad alcuni provvedimenti riguardanti il sistema penitenziario. “Non c’è nessuna ragione per cui il ministro della Giustizia abbandoni il suo posto”, ha affermato, respingendo le richieste di dimissioni e spiegando che, pur avendo “assunto ufficialmente la responsabilità politica del fallimento di questo referendum”, “la fiducia del governo e della presidente del Consiglio è stata confermata”. Nordio ha ricordato che “non è previsto in nessun ordinamento che il ministro si dimetta per l’esito di un referendum di questo tipo”, ribadendo la continuità della propria posizione. Ha quindi affrontato le turbolente vicende interne al dicastero: “Avendo il sottosegretario già rassegnato le dimissioni viene meno la materia del contendere”, specifica a chi gli chiedeva conto delle ragioni delle dimissioni di Del Mastro, mentre per la capo di gabinetto Bartolozzi ha parlato di “un gesto spontaneo e un grande senso di responsabilità”, pur sottolineando che la decisione è stata “inattesa”. Il ministro ha inoltre espresso rammarico per alcune dichiarazioni a lui attribuite sul Csm, durante la campagna referendaria: “Non erano affatto mie”, definendo l’episodio “forse il rammarico maggiore di questo momento referendario”. Accanto a questi temi ha illustrato il piano per il sistema carcerario, evidenziando che “gli istituti sono attestati su un indice medio del 135%” e che il governo ha avviato un programma da circa 900 milioni di euro per creare “oltre 10.000 nuovi posti detentivi entro il 2027”, attraverso interventi su strutture esistenti e nuove realizzazioni, con una scansione già definita tra il 2025 e il 2027. (25 MAR - alp)
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