"La forza del Made in Italy risiede nelle competenze, nella capacità di trasmettere i saperi", ha detto il ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso in un videomessaggio inviato al convegno "Made in Italy e Innovazione: il ruolo delle start-up e la sfida dell'intelligenza artificiale per il settore agroalimentare", promosso da Federalimentare e svolto oggi alla Camera dei Deputati. "Vogliamo costruire un'infrastruttura del sapere che tuteli e valorizzi le eccellenze produttive", anche attraverso il "passaggio generazionale delle competenze nelle aziende", le quali "rafforzano l'identità, la prosperità e la grandezza della nostra nazione", ha aggiunto. Al centro dell'incontro quindi il ruolo delle startup nel settore agroalimentare, in particolare di fronte alla sfida dell'intelligenza artificiale, impossibile da non considerare: "Quest'anno c'è stata un'inversione di tendenza" riguardo all'attività di fundraising delle startup, che hanno visto crescere gli investimenti nel 2025 di "circa il 20%", superando i 120 milioni di euro, ha affermato Michele Costabile, direttore del Centro di Ricerca Luiss X.ITE su Tecnologie e Comportamenti di mercato, citando i dati del Rapporto 2026 "La trasformazione tecnologica dell'agroalimentare Made in Italy: il contributo delle startup e la sfida dell'intelligenza artificiale". Rimanendo sul tema, sono 571 le startup dell'AgriFoodTech attive in Italia, a cui si vanno ad aggiungere le 45 di italiani all'estero, che dimostrano una maggiore concentrazione nel Regno Unito (19). Mirco Carloni, presidente della Commissione Agricoltura della Camera, ha sostenuto come sull'agricoltura la politica debba passare da una logica "assistenzialistica" dell'agricoltore per iniziare a concepirlo come "soggetto" competitivo sui mercati: "Ciò che ha fatto il governo in questi anni" in questo campo, ha affermato Carloni, "non ha precedenti nella storia della Repubblica Italiana". Nel settore "oltre 15 miliardi di euro" sono stati stanziati dal governo "nelle prime tre finanziare", ha affermato Giorgio Salvitti, consigliere del Ministro dell'Agricoltura Francesco Lollobrigida. Il Masef, ha sostenuto, "punta in maniera fondamentale sull'innovazione tecnologica", spiegando poi come l'agroalimentare possa effettivamente beneficiarne: l'aspetto "più importante" riguarda le capacità predittive, grazie alle quali è possibile infatti ottenere "conoscenze in termini anticipati rispetto all'accadimento", ha affermato, portando l'esempio dell'ottimizzazione delle risorse idriche; in seguito ha sottolineato come esista una "grande spinta" dei giovani nel settore, che è "determinante" per il Paese sotto gli aspetti "economico e sociale". Dello stesso avviso è Luca Brondelli di Brondello, vicepresidente di Confagricoltura, che ha ricordato come l'agroalimentare italiano rappresenti una filiera dal valore di "700 miliardi di euro", con un peso pari al 32% del Pil nazionale; è necessario anche lavorare per l'accessibilità delle nuove tecnologie a tutte le aziende e cercare di riportare i "giovani talenti italiani" che sono andati a sviluppare le loro idee all'estero, ha continuato. Le startup sono "motore di cambiamento" in questo ambito, ha dichiarato Laura Mongiello, presidente dell'Ordine Nazionale dei Tecnologi Alimentari, per poi spiegare: "L'intelligenza artificiale non è un accessorio, ma un'architettura su cui le imprese di ogni dimensione dovranno ridisegnare il proprio business per restare competitive". Nel corso dell'incontro non sono mancati poi i riferimenti al riconoscimento della cucina italiana come patrimonio dell'Unesco, che per Salvitti equivale al "riconoscimento di un modo di essere" e di "vivere la cucina", oltre a rappresentare una potenziale e concreta "leva economica" per il Paese. In conclusione dei lavori, invece, Paolo Mascarino, presidente di Federalimentare, ha proposto uno sguardo al trend di "livello mondiale", proveniente dagli Stati Uniti, delle proteine: si tratta di un trend che "sarà una delle direzioni del futuro", le proteine saranno "unità di misura del valore del cibo", ha affermato, spiegando che "molti dei nostri prodotti sono già pronti a gestire" simili tendenze. (31 mar-sio)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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