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REGENI, 10 ANNI DOPO
IL RICORDO DEGLI ATENEI

REGENI, 10 ANNI DOPO  <br> IL RICORDO DEGLI ATENEI

A dieci anni dalla scomparsa di Giulio Regeni, il mondo accademico italiano si mobilita con un’iniziativa senza precedenti: 76 università coinvolte, oltre 15mila persone attese e due mesi di incontri, dibattiti e proiezioni per ribadire un principio fondamentale, la libertà di ricerca. È stata presentata questa mattina, nella Sala “Caduti di Nassirya” del Senato, “Le Università per Giulio Regeni. A dieci anni dalla scomparsa, un’iniziativa per la libertà di ricerca”, promossa dalla senatrice a vita Elena Cattaneo insieme a Fandango e Ganesh Produzioni. Il progetto si articolerà tra aprile e maggio 2026, con ogni ateneo chiamato a organizzare una giornata dedicata ai temi della libertà di studio e alle conseguenze della compressione dei diritti fondamentali, prendendo le mosse dalla proiezione del documentario “Giulio Regeni - Tutto il male del mondo”. La pellicola, prodotta da Fandango e Ganesh, è stata proiettata in anteprima nell’Aula dei Gruppi parlamentari della Camera. Il ciclo di eventi si aprirà il 13 aprile all’Università Statale di Milano, con l’obiettivo di coinvolgere studenti, ricercatori, personale accademico e cittadini anche attraverso la campagna social #UniversitàperGiulio. "Questa è una storia che ci tocca, perché nelle università noi siamo studiosi, siamo giovani, meno giovani, dedicati a perseguire la conoscenza, esattamente come Giulio", ha spiegato Cattaneo, sottolineando come la vicenda Regeni interroghi direttamente la comunità accademica. "Non è possibile pensare che questa curiosità, questo desiderio di capire e imparare possa essere oppresso e diventare materia di violenza", ha aggiunto, indicando la necessità di “raccontare e denunciare” e di ribadire che “la libertà va difesa” da parte di tutti, a partire dagli atenei.

Accanto alla mobilitazione accademica, resta forte la richiesta di verità e giustizia portata avanti dalla famiglia. "Siamo onorati e grati per questa iniziativa", hanno dichiarato i genitori Paola Deffendi e Claudio Regeni, ricordando come il documentario restituisca “la figura di Giulio ricercatore integerrimo ed appassionato” e, al tempo stesso, la gravità delle violazioni subite. Ma non è mancata una critica netta alle istituzioni: "Ci siamo sentiti traditi dai nostri governi", ha affermato Claudio Regeni, denunciando i processi di “normalizzazione” nei rapporti con l’Egitto e le scelte politiche, come la vendita di armamenti, ritenute incompatibili con la tutela dei diritti umani. Sulla stessa linea Paola Deffendi, che ha parlato di “poche azioni concrete” e ha messo in discussione la definizione dell’Egitto come Paese sicuro, mentre la legale della famiglia, Alessandra Ballerini, ha rivendicato il ruolo della magistratura italiana: "Abbiamo avuto una magistratura determinata e indipendente". Ballerini ha ricordato anche la sentenza 192 del 2023 della Corte costituzionale, che ha sancito “l’inviolabilità del diritto alla verità”, denunciando al contempo le responsabilità politiche: "Con i dittatori non bisogna collaborare o si rischia di avere le mani sporche di sangue".

 (Sis)

 

(© 9Colonne - citare la fonte)
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