Roma, 31 mar – “Abbiamo votato no alla fiducia perché il Governo sta dimostrando ancora una volta un'inefficacia, un'incapacità di costruire le risposte che servono. Tra l'altro, su questo decreto bollette che doveva essere pronto lo scorso autunno, noi abbiamo lavorato al tavolo con la maggioranza che aveva recepito le nostre proposte. Poi quando è arrivato a livello del ministero le misure che servono non sono state inserite, tranne una che siamo riusciti a reinserire con un emendamento che permette di avere un piano B nel caso di shock energetico rispetto al piano delle centrali al carbone, che non vuol dire tornare a produrre al carbone ovviamente, ma vuol dire che teniamo un phase out, come fa la Germania, nel 2038 in modo da avere uno spazio per evitare che le imprese subiscano urti troppo alti a causa di un eventuale aumento del prezzo del petrolio”. Così Elena Bonetti, in una conferenza stampa alla Camera, in cui l’aula di Montecitorio ha votato la fiducia sul Dl Bollette.
“Accanto a questo – aggiunge - però ci sono dei provvedimenti che mancano totalmente: manca il provvedimento sull'idroelettrico, nel nostro paese l'idroelettrico oggi produce tra 25 e 30 euro al MWh e vende a 118 euro al MWh: questo non è più accettabile perché è un prezzo che pagano famiglie e imprese che non dovrebbero pagare. Così come il tema della distribuzione dell'energia: sono concessioni che devono essere date, ma con la garanzia che abbiano poi un prezzo ragionevole per tutto il sistema produttivo”. “Ma la vera e grande criticità – sottolinea l’ex ministra - rimane sul tema di transizione 5.0, che dimostra l'incapacità del governo di tenere il punto: hanno fatto una misura che non funzionava, l'hanno fatta tardi, tardi l'hanno corretta, le imprese hanno iniziato ad usarla e quando hanno iniziato ad usarla il governo ha pensato bene di togliere questi soldi e di metterli altrove. E in legge di bilancio i soldi li hanno buttati via, penso al miliardo e mezzo di euro dato per anticipare di un mese o di due mesi la pensione per 250 mila persone perché era la bandiera in Salvini: i soldi, che sono pochi, o il governo inizia a usarli bene per le imprese o l'Italia sarà condannata, come i numeri dicono, alla recessione” conclude Bonetti. (PO / Roc)
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