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direttore Paolo Pagliaro

ISTAT: PICCO OBESITÀ
NEL MEZZOGIORNO

ISTAT: PICCO OBESITÀ <BR> NEL MEZZOGIORNO

Nel 2025 continua a ridursi la sedentarietà (-2,4 punti percentuali rispetto al 2024), problema che però ancora riguarda tre persone su 10 nella popolazione di 3 anni e più (30,8%). Con valori stabili negli ultimi 3 anni, la quota di persone adulte in eccesso di peso è pari al 46,4%. È quanto emerge dall’ultimo Rapporto Istat su "Fattori di rischio per la salute: peso, sedentarietà, fumo e alcol”. In particolare, la quota di persone adulte in eccesso di peso raggiunge il 49,3% nel Mezzogiorno (di cui il 37,0% in sovrappeso e il 12,3% con obesità), con picchi in Campania (51,5%), Puglia (50,8%), Sicilia (50%) e Molise (48,5%). Al Nord si registrano prevalenze più basse (32,1% e 10,6%, rispettivamente). Anche le prevalenze di sovrappeso e obesità tra i minori aumentano significativamente passando dal Nord al Sud. La geografia del problema è tale che delle otto regioni che presentano valori di eccesso di peso superiori alla media nazionale sette si trovano nel Mezzogiorno. Per l’eccesso di peso si osservano anche marcate differenze rispetto al titolo di studio. Tra le persone laureate la prevalenza di eccesso di peso è pari al 35,9% (28,9% in sovrappeso e 7,0% obese), sale al 47,1% tra i diplomati (35,7% in sovrappeso e 11,4% obese) e raggiunge il 56,4% (15,5% e 40,9%) tra quanti hanno al massimo la licenza media. Per quanto riguarda alcol e fumo, il 15,1% della popolazione di 11 anni e più ha almeno un comportamento di consumo a rischio mentre il 18,6% è fumatore. L’abitudine al fumo, in particolare, è in diminuzione ma lontana dal minimo storico. L’analisi degli ultimi anni, infatti, evidenzia una tendenza alla diminuzione di tale quota tra il 2015 (19,0%) e il 2019 (17,8%), mentre dal 2020 in poi (18,2%) si è registrata un’inversione di tendenza che ha riportato complessivamente la quota dei fumatori al valore di 10 anni prima. Quasi raddoppiato in 4 anni, inoltre, l’uso della sigaretta elettronica e di prodotti a tabacco riscaldato non bruciato (dal 3,9% nel 2021 al 7,4% nel 2025). (1 apr-mol)

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