Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

Social, Regime protetto per 13-16enni: ecco la pdl di Noi Moderati

Roma, 1 apr - Divieto assoluto di accesso alle piattaforme digitali e ai social network per i minori di 13 anni, e un regime protetto specifico per i ragazzi tra i 13 e i 16 anni. È quanto prevede la proposta di legge presentata alla Camera da Mara Carfagna (Noi Moderati), depositata in forma identica anche al Senato con le firme di Mariastella Gelmini e Giusy Versace. Il testo, intitolato "Disposizioni per l'utilizzo di piattaforme digitali da parte di utenti minori di sedici anni", introduce per i profili degli utenti adolescenti una serie di tutele obbligatorie: impostazione del profilo in modalità privata come configurazione predefinita, divieto di contatto da parte di utenti adulti non previamente approvati, limitazione degli algoritmi di raccomandazione dei contenuti, divieto assoluto di profilazione pubblicitaria e disattivazione della geolocalizzazione precisa. La proposta prevede anche il contrasto ai meccanismi di "design compulsivo" delle piattaforme: stop alla riproduzione automatica dei video, allo scorrimento infinito dei contenuti e alle notifiche notturne progettate per richiamare l'utente sulla piattaforma. Cardine dell'impianto normativo è l'introduzione di un sistema di certificazione dell'età che superi l'attuale meccanismo basato sull'autodichiarazione, oggi agevolmente aggirabile. L'Agcom, sentito il Garante della Privacy, avrebbe 60 giorni dall'entrata in vigore della legge per definire le modalità tecniche, i sistemi di controllo e le sanzioni per le piattaforme inadempienti.
“Sappiamo che in Parlamento ci sono altre proposte di legge – ha dichiarato Carfagna – e questo ci rassicura e ci conforta. È una buona notizia perché vuol dire che il tema è condiviso da tutte le forze politiche. Al dibattito già avviato offriamo anche il nostro contributo con una proposta che prevede il divieto di accesso per i minori di 13 anni e un regime protetto per i ragazzi tra i 13 e i 16 anni”. Centrale, ha sottolineato la deputata, “è il sistema di certificazione dell'età che superi l'autodichiarazione, che oggi consente in molti casi di eludere divieti già previsti dall'ordinamento e dalle piattaforme stesse”. Carfagna ha poi puntato il dito contro “quelle modalità di programmazione del mondo digitale che creano dipendenza, programmate e disegnate per catturare l'attenzione dei minori e trasformarla, purtroppo, in dipendenza”.
(PO / Sis)

(© 9Colonne - citare la fonte)