Agenzia Giornalistica
direttore Paolo Pagliaro

L’Algeria tra il narcotraffico e le minacce integraliste

L’Algeria tra il narcotraffico e le minacce integraliste

di Piero Innocenti

Le operazioni di polizia degli ultimi anni hanno reso evidente come  l’Algeria (circa 50 milioni di abitanti su una superficie quasi 8 volte l’Italia) sia diventata un paese chiave per i trafficanti di droga , principalmente di hashish, che dall’Africa sub sahariana indirizzano la merce verso il mercato europeo. Il mercato locale, povero fino a qualche anno fa, in particolare caratterizzato da psicofarmaci o solventi e collanti da inalazione, ha registrato un aumento nel traffico di cocaina  e di sostanze psicotrope. La conferma arriva anche dalla recente operazione (15 marzo 2026) condotta dall’esercito nazionale nel sud del paese con il sequestro di 1,6 milioni di compresse allucinogene e l’eliminazione di quattro trafficanti armati.
A gennaio, inoltre, le autorità doganali algerine, nel porto di Bejaia, avevano intercettato 8.550 compresse di ecstasy e 447 kg. di kif ( una droga, prodotta in Marocco, derivata dalla cannabis con la setacciatura di foglie e fiori). Agli inizi del 2025, sotto il controllo delle autorità erano state distrutte, rispettando le normative in tema di protezione ambientale, oltre 10 ton di kif, 529 kg. tra cocaina ed eroina, più di 11 milioni di compresse psicotrope sequestrate su tutto il territorio nazionale. Negli ultimi anni, poi, sono emersi anche contatti della mafia calabrese (che ha interessi immobiliari nel paese). Va anche segnalata la presenza a Marsiglia della cosiddetta DZ mafia (DZ è l’abbreviazione per Algeria) una sorta di narcobanditismo algerino infiltratosi nel tessuto politico e sociale della città e in lotta con la criminalità marocchina dello Yoda Clan  presente sulla costa francese. 
Ad Algeri la legislazione è ancora lacunosa (per esempio sul terreno finanziario), vanifica gli sforzi dell’apparato repressivo e favorisce le attività di riciclaggio.  I rapporti dell’Algeria con il nostro paese sono molto buoni come confermato anche dalla recente visita istituzionale ad Algeri della presidente del Consiglio italiana finalizzata soprattutto ad assicurarsi forniture maggiori di gas ( riserve stimate di 4.500 miliardi di metri cubi). Sul piano più generale della sicurezza pubblica è persistente il rischio di mirate azioni terroristiche da parte dei settori più radicali dell’integralismo islamico (tra cui il gruppo di AQIM) specialmente nelle zone di frontiera (Sahara e Sahel), zone dove le autorità mantengono una forte presenza militare.
La guerra civile degli anni Novanta ha profondamente segnato il paese con una violenza indiscriminata da parte di gruppi terroristici e con attentati avvenuti anche in Europa, soprattutto in Francia che, come noto, ha con l’Algeria radicati rapporti coloniali.

(© 9Colonne - citare la fonte)
IM

Italiani nel mondo

NOVE COLONNE ATG

archivio

NOVE COLONNE ATG / SETTIMANALE

archivio

Turismo delle radici
SFOGLIA il Magazine

GLI ALFIERI DEL MADE IN ITALY

Le eccellenze italiane si raccontano

archivio

DALLE COMUNITA’
ITALIANE NEL MONDO

EDICOLA

Il meglio della stampa italiana all’estero

Logo Edicola

Speciali per l'estero