Mentre la guerra tra Stati Uniti e Iran prosegue senza segnali di effettivo arresto, il conflitto si sta accelerando su nuovi fronti, investendo in pieno il Libano e la regione circostante.
RAZZI SU ISRAELE
Nelle prime ore del giorno, circa 80 razzi sono stati lanciati dal Libano verso il nord di Israele, con particolare intensità sull’area di Kiryat Shmona, dove i servizi di emergenza hanno soccorso almeno due persone con ferite lievi. Alcuni razzi sono stati intercettati dalle difese israeliane, altri sono esplosi in zone aperte senza causare vittime. Le operazioni militari sul confine settentrionale continuano ad intensificarsi, in un contesto in cui lo Stato ebraico ha annunciato piani per estendere una zona di sicurezza all’interno del Libano meridionale, fino al fiume Litani. Il ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha ribadito che “tutte le case nei villaggi di confine saranno demolite” come a Gaza per garantire protezione ai civili israeliani, e che oltre “600.000 residenti evacuati non potranno far ritorno fino a quando non sarà garantita la sicurezza”.
LIBANO: SALAM AVVERTE, OLTRE UN MILIONE DI SFOLLATI
Il primo ministro libanese Nawaf Salam ha lanciato un forte monito in una conferenza stampa a Beirut, sottolineando che le azioni israeliane stanno trascinando il Libano in una guerra che non gli appartiene e che “non esiste alcuna giustificazione per collegare il nostro Paese ad altri conflitti di cui non abbiamo interesse diretto”. Ha definito pericolose le discussioni sulla creazione di una “zona cuscinetto” nel sud del Libano, avvertendo che l’espansione delle operazioni militari israeliane rischia di aggravare ulteriormente la catastrofe umanitaria. Secondo Salam, oltre un milione di persone sono già sfollate a causa degli attacchi, soprattutto nelle aree meridionali e nei sobborghi di Beirut. Salam ha ribadito l’impegno libanese neglii sforzi regionali e internazionali per porre fine alla guerra, pur denunciando che le attuali dinamiche rischiano di destabilizzare irreversibilmente la sicurezza e la sovranità di Beirut.
KALLAS, WANG YI E LA PRIORITÀ HORMUZ
L’Alto Rappresentante dell’Unione Europea Kaja Kallas ha avuto un colloquio telefonico con il ministro degli Esteri cinese Wang Yi per discutere della situazione in Iran e dei suoi effetti sull’economia globale e sulla sicurezza energetica. Kallas ha sottolineato che gli attacchi iraniani alle navi civili e la minaccia di ulteriori ostilità hanno di fatto bloccato quasi completamente il traffico nello Stretto di Hormuz, compromettendo la libertà di navigazione e l’ordine previsto dal diritto del mare. L’Alta Rappresentante ha definito “prioritaria e urgente” la ripresa di una navigazione sicura nello stretto, chiedendo una de‑escalation degli attacchi contro i civili e le infrastrutture e sostenendo “tutti gli sforzi diplomatici” per raggiungere questo obiettivo.
CONDANNE EUROPEE E PRESSING
In un altro segnale di frattura diplomatica, 15 paesi europei tra cui Italia, Belgio, Finlandia e Spagna hanno pubblicato una dichiarazione congiunta chiedendo l’immediata cessazione delle azioni militari in Libano da parte sia di Israele che di Hezbollah. I ministri degli Esteri hanno sottolineato la necessità di rispettare pienamente il diritto internazionale umanitario, di proteggere i civili e di garantire accesso umanitario completo e sicuro alle popolazioni colpite. La dichiarazione condanna senza riserve gli attacchi contro civili e infrastrutture, auspicando negoziati politici diretti che possano contribuire a una pace duratura nella regione.
LE MINACCE DI TEL AVIV
Sul fronte dello scontro diretto, il Ministro della Difesa israeliano Israel Katz ha lanciato un messaggio di dura deterrenza contro il segretario generale di Hezbollah, Naim Qassem, e i vertici dell’organizzazione. Katz ha dichiarato che “pagheranno un prezzo molto alto per l’intensificarsi degli attacchi missilistici contro Israele durante la Pasqua ebraica”, aggiungendo che le Forze di Difesa Israeliane (IDF) ripuliranno Hezbollah e i suoi sostenitori dal sud del Libano e controlleranno la sicurezza sull’intera regione del Litani. (sem)
(© 9Colonne - citare la fonte)




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