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Lupo, Naturale (M5S) raccoglie appello associazioni: stop strage

Roma, 2 apr - "Tutto parte dal 4 dicembre del '24, quando la Convenzione di Berna ha deciso di declassare il lupo, o comunque modificare lo status del lupo, e questo poi ha comportato tutta una serie di fraintendimenti, perché un conto è dire che il lupo non è più in pericolo di estinzione, un altro è dire che debba essere abbattuto. Io sono in Commissione politiche europee e in quella sede la legge di delegazione, purtroppo approvata in via definitiva dal Senato, ha dato via libera a questa strage in Italia". Cosi Gisella Naturale, senatrice M5S, che presso la Sala Isma di Santa Maria in Aquiro ha promosso il convegno "Lupo. Gestione della fauna selvatica: oltre la semplificazione, l'importanza dei dati". Un’iniziativa nata per raccogliere l'appello di varie associazioni (Green Impact, Federazione Pro Natura, Animal Aid Italia, Attivisti Gruppo Randagio, Alleanza Antispecista) che chiedono al ministro dell’Ambiente Pichetto Fratin di smentire con chiarezza qualsiasi intenzione di autorizzare uccisioni di lupi in Italia. Lo chiedono alla luce delle recenti notizie di stampa secondo cui lspra avrebbe suggerito una quota di uccisione di 160 lupi, una proposta - sottolineano le associazioni - "non vincolante e priva di qualsiasi base scientifica e legale e del tutto incoerente con lo stato reale della specie nel nostro Paese, solo parzialmente conosciuto per l’ assenza di dati rigorosi certi a livello nazionale e regionale". Il lupo in Italia è già sottoposto a una mortalità allarmante e incontrollata e, dovuta quasi esclusivamente a cause antropiche: sono poco meno di 2.000 i lupi ritrovati morti in 5 anni, rilevati da monitoraggi parziali e discontinui delle Regioni. Ogni anno si registrano numeri in costante crescita di lupi uccisi da bracconaggio, avvelenamenti e incidenti stradali, che rappresentano oggi la principale minaccia alla conservazione della specie oltre che dei crimini spesso non perseguiti.
“La vera priorità in Italia è intervenire sulla dilagante mortalità illegale e accidentale dei lupi e promuovere le verità scientifiche, non è quella di armare i fucili: la proposta di Ispea risulta priva di fondamento” dichiarano le associazioni. "Non voglio definirla una strage - afferma la senatrice - però purtroppo nei fatti c'è tanto bracconaggio, ci sono tanti lupi già uccisi, perché nel comune sentire il lupo è visto sempre come il nemico, forse retaggi infantili". "Purtroppo - aggiunge - in Italia l'Ispra avrebbe deciso che 160 lupi possono essere abbattuti senza sapere, senza calcolare quanti invece già muoiono per altre cause. Quindi assolutamente l'obiettivo deve essere quello di rendere obbligatoria la difesa passiva degli allevamenti, sicuramente deve essere aumentato il controllo al bracconaggio e quindi su questo bisogna puntare, non su un mero abbattimento di lupi perché non è questo il metodo per risolvere la problematica dei lupi, ma anzi il metodo deve essere scientifico. E la scienza - sottolinea la senatrice - ha detto espressamente che questo è controproducente, come è successo per tutte le altre specie della fauna selvatica, in cui pur con l'aumento a dismisura degli abbattimenti nei fatti la problematica resiste. Voglio considerare proprio il caso dei cinghiali: nonostante vengano abbattuti a ripetizione, c'è in atto un ripopolamento perché la natura si gestisce da sé, e intervenire in maniera cruenta può soltanto avere effetti contrari e non assolutamente quelli sperati" conclude Naturale. (Po / Roc)

(© 9Colonne - citare la fonte)
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