Papa Leone XIV ha accolto con “soddisfazione” e come “segno di viva speranza”, l’annuncio di una “tregua immediata di due settimane nel Medio Oriente: “solo attraverso il ritorno al negoziato si può giungere alla fine della guerra”. Lo ha detto oggi al termine dell’Udienza del Mercoledì esortando ad “accompagnare questo tempo di delicato lavoro diplomatico con la preghiera” ed auspicando che “la disponibilità al dialogo possa divenire lo strumento per risolvere le altre situazioni di conflitto nel mondo”. Il Papa ha quindi rinnovato a tutti l’invito a “unirsi a me nella Veglia di preghiera per la pace che celebreremo qui nella Basilica di San Pietro sabato 11 aprile”. Ieri sera, lasciando Castel Gandolfo aveva detto ripetuto ciò che aveva detto “specialmente” la Domenica di Pasqua, nel messaggio Urbi et Orbi, “chiedendo la pace”. “Oggi, come tutti sappiamo – aveva detto ai giornalisti presenti - c’è stata questa minaccia contro tutto il popolo dell’Iran”: “Questo veramente non è accettabile”. Qui ci sono “certamente questioni di diritto internazionale, ma c’è molto di più: c’è una questione morale per il bene del popolo”. Da qui l’invito a “pensare, nel cuore, a tanti innocenti, tanti bambini, tanti anziani totalmente innocenti che sarebbero anche loro vittime di questa escalation, di questa guerra che è cominciata. Già dai primi giorni dicevamo: torniamo al dialogo, alle negoziazioni, cerchiamo come risolvere i problemi senza arrivare a questo punto. Invece siamo qui”. “Vorrei invitare tutti a pregare, ma anche a cercare come comunicare, forse con i Congressisti, con le autorità, per dire che noi vogliamo la pace. Siamo un popolo che ama la pace, e c’è tanto bisogno di pace”. (8 APR - Leo)
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