Pisa - La tecnologia Electrospider, piattaforma brevettata e sviluppata da Bio3DPrinting, controllata della società italiana SolidWorld Group e spin-off dell’Università di Pisa, è stata citata in uno studio scientifico recentemente pubblicato su Biomedical Materials, rivista scientifica sottoposta a valutazione da parte di esperti indipendenti ed edita da IOP Publishing. La citazione riconosce alla tecnologia un ruolo esplicito all’interno di una pubblicazione validata dalla comunità scientifica, inserendola nel perimetro della letteratura di riferimento nel campo della biofabbricazione avanzata. Lo studio ha portato alla realizzazione tramite biostampa 3D di strutture tridimensionali progettate per riprodurre l’organizzazione e le proprietà dei tessuti biologici complessi, come il legamento crociato anteriore del ginocchio, con l’obiettivo di supportare attività di ricerca preclinica e di sperimentazione avanzata. I modelli biologici biostampati nel contesto dello studio sono modelli tecnologicamente evoluti che dimostrano la fattibilità dell’utilizzo di un processo di biofabbricazione ibrido (cioè che combina diverse tecnologie e materiali), per costruire tessuti in contesti biologicamente rilevanti, in modo ripetibile e controllato, non solo come esperimento isolato, ma con un potenziale concreto per essere utilizzato su più ampia scala nella ricerca preclinica e nell’ingegneria dei tessuti. La testa di stampa multifunzione di Electrospider, che consente di integrare più tecniche di biofabbricazione all’interno di un unico processo di biostampa, permettendo di combinare materiali con funzioni diverse (strutturali, di supporto e biomimetiche) ottenendo strutture più complesse, con un’organizzazione interna più realistica e controllata rispetto ai sistemi di biostampa tradizionali. Questo approccio, unito alla predizione computazionale - simulazioni che aiutano a prevedere come la struttura si comporterà una volta realizzata - contribuisce allo sviluppo di modelli biologici in grado di riprodurre con maggiore fedeltà le caratteristiche e funzionalità dei tessuti umani nativi, migliorando la qualità e l’affidabilità della ricerca sperimentale. Dal punto di vista scientifico e sanitario, la disponibilità di modelli biologici più accurati contribuisce a migliorare la qualità della ricerca preclinica, supportando studi più affidabili e riducendo la distanza tra sperimentazione di laboratorio e applicazioni future. In prospettiva, ciò può tradursi in strumenti più efficaci per la comprensione delle patologie, per la valutazione di nuove terapie e per lo sviluppo di soluzioni orientate a una medicina sempre più personalizzata. (9colonne)
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