Belém - Gli studiosi di Unimore e dell’Osservatorio Geofisico del Ddpartimento di Ingegneria Enzo Ferrari racconteranno l’esperienza ed analizzeranno i risultati del negoziato della trentesima Conferenza delle Parti – COP30 tenutasi a novembre a Belém alle porte della foresta amazzonica. L’incontro, rivolto all’intero cittadinanza e dal titolo “Unimore a COP30 – Belém, Brasile: Cosa è successo in Amazzonia, criticità e risultati del negoziato sull’applicazione dell’Accordo di Parigi sul clima”, si terrà il 17 dicembre alle 17.15, nell’aula P2.4 del dipartimento di Ingegneria Enzo Ferrari a Modena. Nell’iniziativa “Amazon & Heat: Community-First Climate–Environment–Health Action from the Amazon Basin to Africa & Europe”, dedicato al legame tra clima, salute, foreste e comunità locali, organizzato al Padiglione Italia di COP30, è stato evidenziato il valore delle osservazioni secolari dell’Osservatorio Geofisico di Modena e dei dati tropicali della stazione Italia–Costa Rica, riconosciuto anche dalla decisione SBSTA sul rafforzamento delle reti osservative. “La partecipazione dell’Osservatorio Geofisico alla COP30 ha evidenziato, a livello internazionale, il valore unico delle sue osservazioni meteorologiche attive dal 1826. Attraverso l’intervento di Luca Lombroso - afferma il responsabile scientifico dell’Osservatorio Geofisico di Unimore prof. Sergio Teggi - nell’ambito del side event coordinato dal prof. Roberto Lucchini, l’Osservatorio ha mostrato come i dati storici di Modena, integrati con le osservazioni tropicali in Costa Rica e con quelle d’alta quota del Monte Cimone, contribuiscano in modo concreto alla comprensione globale del clima. La presenza a Belém ha rafforzato il riconoscimento internazionale del ruolo strategico, nelle politiche climatiche, delle reti di osservazioni meteorologiche storiche, alle quali l'Osservatorio Geofisico partecipa e per le quali ha ottenuto il riconoscimento di stazione di osservazione centenaria da parte dell’Organizzazione Meteorologica Mondiale”. La decisione politica principale - si legge nella nota di Unimore - il Global Mutirão, ha introdotto indicazioni su foreste, diritti e adattamento, ma non ha incluso riferimenti ai combustibili fossili, segnalando la distanza tra ciò che richiede la scienza e ciò che i negoziati riescono a produrre. È su questo divario che dovranno lavorare le prossime COP, dove Unimore continuerà a contribuire con dati solidi e ricerca scientifica indipendente. (9colonne)
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