Vienna - Primo Levi è stato portatore di un pensiero e di una visione europei fin da quando andava formandosi sui grandi classici della letteratura, la cui lettura coltivava insieme alla passione per le discipline scientifiche. Ad Auschwitz, il suo incontro con la lingua e le tradizioni degli ebrei dell’Europa orientale, e poi, dopo il campo di concentramento, gli otto mesi impiegati per tornare a casa – attraversando le odierne Polonia, Ucraina, Bielorussia, Romania, Ungheria, Slovacchia, Austria e Germania, dilaniate dalla tragedia delle persecuzioni e della guerra – rafforzarono la sua coscienza europea. Di questo si parlerà il 20 gennaio alle 18.30 durante l’incontro all’Istituto italiano di cultura di Vienna con Domenico Scarpa, curatore di molte pubblicazioni di e su Primo Levi. Il saggista e traduttore condividerà alcune riflessioni sul rapporto tra il grande scrittore e uomo di pensiero torinese e le idee e gli intellettuali europei, soprattutto nel mondo tedesco. In dialogo con Hannes Sulzenbacher – curatore capo del Museo ebraico di Vienna e responsabile della mostra austriaca del memoriale di Auschwitz-Birkenau – si racconterà il passaggio tra l’Europa unificata dalla violenza del nazismo ai valori della coscienza europea del dopoguerra, dal punto di vista di Primo Levi. L’incontro sarà anche l’occasione di presentare i progetti Levi Net, che metterà a disposizione gratuitamente online la versione digitale di tutte le lettere di Primo Levi da e per interlocutori tedeschi, e Thesaurus Primo Levi, studio multidisciplinare dedicato alla lingua dello scrittore torinese. (9colonne)
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