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Energie per il futuro dell’export: si conclude a Roma il roadshow di Sace per le imprese

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Energie per il futuro dell’export: si conclude a Roma il roadshow di Sace per le imprese

Dubai - Si è concluso ieri, 21 gennaio, “Energie per il futuro dell'export”, il roadshow itinerante di Sace, l’Export Credit Agency direttamente partecipata dal Ministero dell’Economia e delle Finanze, dedicato al dialogo e all’ascolto delle imprese italiane. Un percorso che ha coinvolto oltre 400 imprese attraverso sette tappe in Italia – Milano, Venezia, Bologna, Firenze, Napoli, Bari e Roma – e una a Dubai, ospitate nelle sedi di Sace. Il roadshow ha raccolto i nuovi bisogni delle imprese italiane, anche alla luce del contesto economico in continua evoluzione, per poter scrivere insieme le strategie e gli strumenti Sace del prossimo futuro e valorizzare al massimo il potenziale di crescita dell’export, con una attenzione particolare alle principali filiere, distretti e settori strategici del Made in Italy. Nella tappa finale del percorso a Roma - oltre ad ascoltare le imprese di Lazio, Abruzzo e Molise e le testimonianze di grandi champion di filiera come Fincantieri e Leonardo – sono state infatti presentate le principali evidenze emerse nei precedenti quattro mesi di incontri sul territorio. Sono tre in particolare le priorità strategiche evidenziate dalle imprese durante gli incontri del roadshow di SACE. In primo luogo, rafforzare la competitività: le imprese chiedono strumenti che trasformino l’eccellenza del Made in Italy in una presenza strutturata sui mercati esteri, con maggior continuità, stabilità e supporto nel posizionamento internazionale, anche in una logica di filiera; in secondo luogo, vogliono investire in innovazione e digitalizzazione: leve indispensabili per aumentare produttività, attrattività e capacità esportativa; infine, puntano ad espandersi su nuovi mercati e gestire i rischi: le imprese vogliono diversificare, ma chiedono coperture, informazioni e accompagnamento. Sull’andamento dell’export italiano analizzato dall’Ufficio Studi di SACE, emerge la necessità di aumentare la diversificazione dei mercati di riferimento. È grazie a questa strategia che l’export italiano sta mostrando segnali di crescita in un contesto globale complesso, realizzando un incremento del 3,1% nei primi undici mesi del 2025. Molte imprese stanno già ampliando la propria presenza in aree in forte espansione come Medio Oriente, Sud-Est asiatico, India e Nord Africa. Tuttavia, il potenziale di crescita è ancora molto ampio. Sebbene negli ultimi venticinque anni l’export italiano verso i Paesi emergenti sia cresciuto maggiormente rispetto ai mercati maturi (+6,6% medio annuo contro +4,2%), la concentrazione geografica dell’export italiano rimane ancora molto elevata: poche imprese esportano fuori dall’UE e il 44% si concentra su un solo mercato. (9colonne)


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