Buenos Aires – C’è un progetto dell’Università di Parma fra gli otto selezionati (su 132 complessivi) dal Ministero degli Esteri nell’ambito del nono programma esecutivo di cooperazione scientifica e tecnologica tra Italia e Argentina, firmato nei giorni scorsi a Roma. Per il periodo 2026-2027 saranno finanziati otto progetti congiunti per la mobilità di ricercatori e ricercatrici – tre in più rispetto alla precedente edizione – nelle aree prioritarie della "fisica, fisica medica e astrofisica", della "intelligenza artificiale e applicazioni per l'osservazione della Terra", delle "materie prime critiche ed energie rinnovabili" e delle "tecnologie agroalimentari". Uno è appunto targato Unipr e verte su quest’ultimo ambito. Il progetto Costruire relazioni e innovazioni per lo sviluppo di biostimolanti e bioprotettori sostenibili attraverso la condivisione di esperienze tra Italia e Argentina (BRIDGE) è stato presentato dal dipartimento di Scienze degli alimenti e del farmaco dell’Università di Parma in collaborazione con la Faculdad de Agronomia de la Universidad de Buenos Aires – UBA, e per la parte italiana coinvolge Valentina Bernini, Camilla Lazzi, Tommaso Ganino, Martina Cirlini, Annalisa Ricci, Margherita Rodolfi, Jasmine Hadj Saadoun. Nel biennio 2026-2027, per ogni annualità, il gruppo di ricerca dell’Università di Parma usufruirà di una mobilità breve di dieci giorni e di una lunga di 30 giorni verso l'Argentina. Analogamente saranno ricevuti a Parma ricercatori, ricercatrici e docenti ospiti dalla UBA. (9colonne)
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