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Piemonte, export 2025: il valore sfiora i 62 miliardi di euro

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Piemonte, export 2025: il valore sfiora i 62 miliardi di euro

Parigi - In un panorama internazionale segnato da profonde incertezze, il Piemonte conferma la propria solida vocazione all’export chiudendo il 2025 con una crescita delle vendite oltre confine. Nel 2025 il valore delle esportazioni di merci piemontesi si è attestato a 61,8 miliardi di euro, registrando un aumento del 2,7% rispetto al 2024, anno in cui le vendite oltre confine avevano raggiunto i 60,2 miliardi di euro. Anche le importazioni hanno manifestato un’espansione (+5,0%), raggiungendo i 46,3 miliardi di euro. Il saldo della bilancia commerciale, pari a 15,5 miliardi di euro, si è confermato, dunque, ancora una volta di segno positivo. Il bilancio del commercio estero piemontese nel 2025 conferma la centralità del mercato europeo come principale pilastro della domanda estera regionale. Tra gennaio e dicembre, le vendite verso i paesi dell’UE-27 hanno raggiunto i 37,3 miliardi di euro, incidendo per il 60,3% sul valore complessivo dell’export, a fronte del 39,7% assorbito dai mercati extra-Ue. Entrambi i bacini hanno mostrato dinamiche di segno positivo, sebbene con intensità differenti: le esportazioni verso l'area comunitaria sono cresciute del 3,1%, mentre l’extra-Ue ha segnato un incremento del 2,1%. Francia e Germania si confermano i perni strategici per le merci piemontesi, coprendo congiuntamente oltre un quarto del valore esportato (28,1%). Il mercato transalpino, primo sbocco assoluto con una quota del 14,9%, ha mostrato una sostanziale stabilità nei volumi, confermando i livelli dell’anno precedente. Parallelamente, la domanda tedesca (13,2% del totale) ha registrato una progressione del 3,1%: tale performance è stata sostenuta dal dinamismo dei comparti dei mezzi di trasporto e dell’agroalimentare, la cui crescita ha permesso di controbilanciare la contrazione rilevata nel settore della meccanica. Sempre all’interno del perimetro comunitario, si osserva una tendenza positiva anche per Spagna e Polonia, pur con intensità sensibilmente differenti. La Spagna, che assorbe il 6,5% delle vendite regionali, ha messo a segno un incremento rilevante, superiore agli 11 punti percentuali. Di segno positivo, seppur su ritmi più contenuti, anche la performance del mercato polacco (5,2% di quota), che ha evidenziato una crescita prossima al punto percentuale. Al di fuori dei confini comunitari, il 2025 ha presentato dinamiche più articolate. Gli Stati Uniti si confermano il terzo mercato di sbocco globale con una quota del 7,3%, pur scontando una contrazione dell'11,1% rispetto all'anno precedente che è costata un punto percentuale in termini di peso relativo. La flessione del mercato statunitense è apparsa particolarmente marcata per la meccanica e i mezzi di trasporto, mentre il comparto alimentare ha mostrato una maggiore resilienza. Segnali di rallentamento sono giunti anche dalla Cina e dal Regno Unito, che hanno registrato diminuzioni dei valori importati rispettivamente dell'11,7% e del 4,2%. In questo quadro, emerge il dato molto positivo della Svizzera. Grazie a un incremento del 62,5%, sostenuto soprattutto dai prodotti della gioielleria, bigiotteria e articoli connessi, il mercato elvetico è risalito fino alla sesta posizione tra i partner di riferimento della regione, superando per importanza strategica sia il Regno Unito. (9colonne)


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